Le imprese e i lavoratori autonomi pugliesi pagano un’aliquota fiscale superiore del 16,4% alle principali big tech. Questa la stima fatta dalla Cgia sulla base dei dati elaboratori dall’Area studi di Mediobanca sulle multinazionali web soft, a cui viene applicata un’aliquota media del 14,8%.
E il confronto viene fatto per regione, sommando da una parte la base imponibile di imprese e lavoratori autonomi e dall’altro il Tax rate (l’aliquota fiscale, cioè la percentuale di reddito, profitto o transazione che viene trattenuta e versata allo Stato sotto forma di imposte) delle prime 25 web soft multinazionali
mondiali.
In Puglia, dove il tax rate per imprese e autonomi è del 31,2% (su una base imponibile che è, rispettivamente, di 9.977 e 3.110 milioni di euro) lo scarto è appunto del 16,4%. Inferiore alla media italiana, che è del 17,1%, ma comunque molto elevato.
Il giudizio della Cgia è netto: “Anni di elusione sistematica hanno scavato un fossato enorme tra chi le tasse le paga e chi le aggira grazie a un sistema internazionale che non ha ancora trovato né la volontà né il coraggio di fermare queste operazioni discutibilissime”.
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