Operazione Whisper, 23 arresti tra Lecce e Brindisi per traffico di droga

Smantellate due organizzazioni criminali attive nel Salento: sequestrati 58 chili di stupefacenti nel corso delle indagini coordinate dalla Dda di Lecce

droga

È scattata all’alba l’operazione “Whisper”, il maxi blitz della Direzione investigativa antimafia di Lecce che ha portato all’esecuzione di 23 misure cautelari (21 in carcere e due ai domiciliari) nell’ambito di un’inchiesta che coinvolge complessivamente 62 indagati. Le misure sono state disposte dal gip Valeria Fedele su richiesta della Direzione distrettuale antimafia salentina. Al centro delle indagini ci sono due presunte organizzazioni criminali dedite al traffico internazionale di cocaina ed eroina, con canali di approvvigionamento strutturati tra Albania, Calabria e Salento.

Uno dei filoni investigativi riguarda un gruppo attivo nel territorio leccese che gestiva un ingente traffico di stupefacenti destinato principalmente al mercato all’ingrosso. A capo dell’organizzazione ci sarebbe stato Alessandro Greco, pregiudicato della zona nord di Lecce, capace di dirigere le attività anche dal carcere attraverso collaboratori di fiducia. Tra le figure centrali compare la moglie, Emiliana Sinistro, che svolgeva un ruolo attivo mantenendo i contatti con i fornitori e contribuendo alla gestione operativa. Le forniture di eroina arrivavano tramite referenti albanesi, mentre la cocaina veniva acquistata attraverso collegamenti con la criminalità calabrese.

La caratura dell’organizzazione è emersa dai sequestri effettuati tra Lecce, Gallipoli e Racale, tra cui l’arresto nel marzo 2024 di Davide Corlianò, trovato con mezzo chilo di cocaina e una pistola con matricola abrasa. Il nome stesso dell’operazione, “Whisper” (sussurro), richiama la particolare cautela degli indagati nelle comunicazioni, caratterizzate da toni sommessi per eludere le intercettazioni.

L’inchiesta ha colpito anche una seconda organizzazione attiva nel Brindisino, in particolare a Oria. Questo secondo gruppo importava droga dall’Albania avvalendosi di una rete familiare per la gestione logistica e finanziaria. La base operativa era un’officina meccanica, mentre alcune case di campagna venivano utilizzate per il taglio della droga. Le indagini hanno permesso di ricostruire la contabilità degli affari illeciti e di documentare i tentativi di occultare il denaro all’interno di pneumatici e perfino nei loculi cimiteriali. L’attività investigativa, sviluppata tra il 2022 e il 2025, si è conclusa con il sequestro di 58 chilogrammi di stupefacenti e 15 arresti in flagranza.

Redazione

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