Negli ultimi dieci anni la Puglia ha perso il 13,4% dei suoi giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni. In tutto, ne sono “spariti” quasi 128mila, tra minori nascite non compensate dal flusso immigratorio e giovani che sono andati definitivamente fuori dalla regione per motivi di lavoro o di studio.
E quella di Lecce è una delle province italiane dove il fenomeno è risultato più marcato. Con una perdita del 14% di giovani (nella regione fanno peggio Brindisi, con 16,9% e Taranto con 14,9%), passati dai 177.843 del 2015 ai 152.902 del 2025. “Persi” 25mila giovani: quanto gli interi abitanti di Galatina, per avere un termine di paragone.
Con conseguenze sociali ed anche economiche, come evidenzia la Cgia. Che ricorda come fino al 2029, secondo le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, quasi 153.500 pugliesi lasceranno il lavoro. E di questi, 73.000 fabbriche e uffici del settore privato.
Guardando al resto d’Italia, la Calabria è la regione che ha registrato la contrazione percentuale più marcata di giovani con il -18%, a seguito di una diminuzione in termini assoluti di quasi 85.000 unità. Seguono la Sardegna con il -17,2% (-59.070) e la Basilicata con il -16,6 (- 21.905). Tra le realtà geografiche più virtuose – grazie all’aumento del numero degli stranieri e dei giovani provenienti dal Mezzogiorno – compaiono la Liguria con il +4,6% (+12.464 giovani), la
Lombardia con il +4,9 (+98.916) e l’Emilia Romagna con il +8,4 (+70.438). Anche in questo, dunque, l’Italia risulta spaccata in due.
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