La Provincia premia Giulia Giannachi: laureata a 23 anni, «un esempio per tutti i ragazzi»

La giovane di Aradeo, laureata a Milano in Scienze dell’Educazione e della Formazione, è stata ricevuta a Palazzo Adorno dal presidente Fabio Tarantino.

La Provincia di Lecce ha premiato Giulia Giannachi, 23 anni, di Aradeo, laureatasi a Milano in Scienze dell’Educazione e della Formazione con la votazione di 101 su 110. La giovane è stata ricevuta a Palazzo Adorno dal presidente della Provincia, Fabio Tarantino, alla presenza della mamma Romina, della sorella Miriana e del capo di gabinetto Roberto Merenda.

Giulia ha discusso una tesi sull’apprendimento dei bambini da zero a sei anni attraverso i libri didattici sensoriali, gli stessi che l’hanno accompagnata fin da piccola nella riabilitazione motoria e sensoriale. Ha inoltre svolto un tirocinio in un asilo nido di Aradeo.

Il percorso di studi

Prima della laurea, Giulia si è diplomata a pieni voti al Liceo delle Scienze Umane di Galatina. Ha seguito una didattica individualizzata durante le lezioni mattutine, recuperando nel pomeriggio il resto del programma con il sostegno della mamma e di un’amica di famiglia, con l’obiettivo di restare al passo degli altri studenti.

La giovane guarda già ai prossimi traguardi: la laurea specialistica e l’ingresso nel mondo del lavoro. Al termine dell’incontro ha ricevuto in dono un volume e il gagliardetto della Provincia di Lecce.

Le parole di Tarantino

Per il presidente della Provincia, Giulia è «un esempio per tutti i ragazzi».

«La laurea di Giulia Giannachi – ha detto Tarantino – è una bella notizia per tutto il Salento. Lo è per il risultato accademico che ha raggiunto, ma ancora di più per il percorso che racconta, fatto di anni di studio, impegno quotidiano, determinazione e fiducia nelle proprie capacità. Il cammino di Giulia dimostra che, quando una persona viene messa nelle condizioni di esprimere il proprio talento, non esistono limiti ma possibilità. La sua storia parla alle istituzioni, alla scuola e alla società. Ci ricorda che il compito di una comunità non è decidere fin dove qualcuno possa arrivare, ma creare le opportunità perché ciascuno possa provare ad arrivare dove desidera. I sogni hanno bisogno di coraggio, ma anche di contesti che sappiano riconoscere il valore delle persone».

L’impegno di istituzioni e Terzo Settore resta centrale per costruire servizi sociali più inclusivi sul territorio.

Redazione

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