Era in lista d’attesa da ottobre 2025 per un intervento alla colecisti, ma l’operazione non è mai stata fissata. Andrea Baldari, 49 anni, dipendente di un supermercato di Gallipoli, è morto il 19 agosto dopo essere arrivato in ospedale in condizioni disperate a causa di una peritonite emorragica.
Sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo, affidato alla pm Simona Rizzo. I familiari dell’uomo, l’ex moglie e il figlio, hanno presentato una denuncia-querela attraverso l’avvocata Speranza Faenza, chiedendo di fare luce sul percorso sanitario seguito dal 49enne e sulle ore precedenti al decesso.
La storia clinica di Baldari era iniziata l’11 ottobre 2025, quando era stato ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Gallipoli per forti dolori addominali. La degenza era durata circa 40 giorni e gli accertamenti avevano evidenziato la presenza di calcoli alla colecisti. Ai familiari era stato riferito della necessità di un intervento chirurgico, che sarebbe dovuto essere programmato dopo l’inserimento del paziente in lista d’attesa. La data, però, non sarebbe mai stata fissata.
Il 17 agosto, dopo avere terminato il turno di lavoro come addetto alla sicurezza in un supermercato di Gallipoli, Baldari era tornato a casa. Nel parcheggio aveva accusato un forte dolore alla gamba e al piede e aveva contattato il figlio. Poco dopo aveva perso conoscenza.
I familiari avevano quindi chiamato il 118. Secondo quanto riportato nella denuncia, dopo ripetute sollecitazioni erano arrivate due ambulanze. Il 49enne era stato caricato su uno dei mezzi e, sempre secondo il racconto dei familiari, il medico avrebbe parlato di una grave crisi depressiva.
Trasportato all’ospedale di Casarano, Baldari era stato sottoposto a una Tac. L’esame aveva fatto emergere un quadro completamente diverso: una peritonite emorragica gravissima, con l’emoglobina precipitata a 5. L’uomo era entrato in coma ed era stato intubato, ma la mattina successiva il suo cuore aveva smesso di battere.
Ora sarà l’inchiesta della Procura a ricostruire quanto accaduto, verificando i tempi dei soccorsi, le valutazioni effettuate durante il trasporto e il precedente percorso sanitario del 49enne. L’obiettivo è stabilire se vi siano state eventuali omissioni o responsabilità e se esista un collegamento tra i ritardi denunciati dalla famiglia e il tragico epilogo.
A Gallipoli, intanto, resta il dolore per la scomparsa di un uomo molto conosciuto e benvoluto.
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