Otranto, la storia dei Martiri diventa uno spettacolo di luce

Fino al 27 settembre il centro storico si trasforma ogni sera in un percorso immersivo tra videomapping, musica e installazioni luminose.

La memoria dei Santi Martiri di Otranto incontra le nuove tecnologie in “Otranto in Luce – La Pietra racconta la storia, la luce la rivela”, il progetto immersivo che sta coinvolgendo cittadini e visitatori italiani e internazionali.

L’iniziativa proseguirà fino al 27 settembre, con appuntamenti ogni sera dalle 21.00 alle 24.00, trasformando alcuni dei luoghi più rappresentativi della città salentina in un grande scenario a cielo aperto.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni culturali” ed è realizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Puglia, insieme al Comune di Otranto e all’Arcidiocesi di Otranto.

Storia, tecnologia e memoria

L’idea alla base dell’iniziativa è trasformare la vicenda dei Santi Martiri di Otranto in un racconto capace di parlare al pubblico contemporaneo attraverso l’incontro tra storia, arte e tecnologia.

Il progetto nasce da un’idea del Consigliere del Ministro per la Diplomazia Culturale Vincenzo Sofo ed è affidato alla Direzione Artistica del maestro francese Bruno Seillier, sceneggiatore, scenografo e regista di fama internazionale.

Videomapping, effetti luminosi e suggestioni sonore compongono un itinerario pensato per valorizzare il patrimonio monumentale della città e, allo stesso tempo, restituire nuova vitalità a una memoria profondamente legata all’identità di Otranto.

Il racconto dei Santi Martiri

Al centro dello spettacolo c’è la storia degli ottocento otrantini che, secondo la vicenda storica ricordata nel progetto, scelsero di non rinunciare alla fede cristiana dopo la caduta della città durante l’assedio ottomano del 1480.

L’attacco della flotta ottomana ebbe inizio nel luglio di quell’anno e, dopo una resistenza durata settimane, Otranto cadde il 12 agosto. Ai superstiti venne proposta la possibilità di salvarsi attraverso la rinuncia alla fede cristiana. Ottocento cittadini scelsero invece il sacrificio e furono uccisi sul colle della Minerva il 14 agosto.

La loro storia è rimasta nei secoli parte integrante dell’identità cittadina, fino alla canonizzazione nel 2013 da parte di Papa Francesco.

La memoria dei Martiri è oggi custodita anche nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, dove sono deposte le loro spoglie. “Otranto in Luce” riprende questo patrimonio storico e spirituale per trasformarlo in un racconto accessibile attraverso un linguaggio contemporaneo.

Un percorso tra monumenti e videomapping

Il percorso coinvolge alcuni dei luoghi più significativi del centro storico. Le installazioni valorizzano Porta Terra, la Cattedrale, il Castello e l’Ex Chiesa dell’Immacolata, attraverso giochi di luce studiati per mettere in risalto architetture e spazi.

L’itinerario conduce quindi verso Porta a Mare, dove un grande videomapping occupa una superficie di 40 per 28 metri, trasformando la struttura in uno schermo sul quale si sviluppa il racconto.

La parte conclusiva dello spettacolo si svolge nel Fossato finale del Castello Aragonese, dove immagini, colori e luci vengono proiettati su un’area di 87 per 17 metri, pari a 1.479 metri quadrati.

L’esperienza è completata da sistemi audio di ultima generazione e da un sistema di illuminazione sincronizzato con immagini e musiche originali, con l’obiettivo di creare un coinvolgimento visivo e sonoro.

Il Sindaco: “Il Mediterraneo deve diventare un mare di dialogo”

Il sindaco Francesco Bruni ha evidenziato il ruolo delle tecnologie digitali nella valorizzazione e nella divulgazione della storia cittadina:

“Nell’epoca contemporanea utilizzare le nuove tecnologie digitali è certamente un’operazione intelligente e in tal senso numerosi sono gli esempi di ricostruzioni storiche affidate ai ‘nuovi linguaggi’, dichiara il sindaco Francesco Bruni. “Ciò, peraltro, consente di attualizzare e divulgare la pagina più importante della storia della città, che in tal modo diventa disponibile a tutti gli utenti e visitatori. Da anni Otranto sta portando avanti una politica che mira alla qualità del turismo, cercando di contenere gli effetti dei grandi afflussi agostani e di dilatare le presenze turistiche dalla primavera all’autunno. Oggi la vicenda storica dei Santi Martiri e della conquista ottomana di Otranto deve essere riletta sotto un altro punto di vista; si tratta di far tesoro delle lezioni del passato, anche di quelle tragiche e sanguinose, per comprendere che il Mediterraneo deve diventare un mare di dialogo e non di contrapposizioni egemoniche. Questo, peraltro, è l’obiettivo e il significato di molte manifestazioni e di tanta parte della produzione culturale della nostra Amministrazione”. E conclude: “Terminato l’evento, penseremo da subito ad una riproposizione nella prossima stagione 2027. D’altronde un progetto curato da un’artista francese il cui palmarés annovera Nôtre Dame, Tour Eiffel, Les Invalides, Mont Michel, può essere proposto e rilanciato per più anni e più stagioni”.

La visione artistica di Bruno Seillier

Per il Direttore Artistico Bruno Seillier, il progetto nasce dalla volontà di fare emergere ciò che la pietra di Otranto conserva e racconta.

“Otranto è una città che custodisce nella sua pietra una memoria stratificata, fatta di civiltà, cultura e vicende che hanno attraversato i secoli. Con ‘Otranto in Luce’ abbiamo voluto creare un percorso capace di far emergere questa memoria attraverso la luce, l’immagine e il suono. Non si tratta semplicemente di illuminare i monumenti, ma di ascoltarli e lasciare che siano loro a raccontarsi. La luce diventa così una chiave per guardare Otranto oltre il primo sguardo e scoprire ciò che le sue pietre hanno conservato nel tempo”.

Un appuntamento per cittadini e visitatori

Con “Otranto in Luce”, il centro storico diventa quindi lo spazio nel quale patrimonio storico, spiritualità e tecnologie contemporanee si incontrano.

Fino al 27 settembre, dalle 21 alle 24, cittadini e visitatori potranno attraversare un percorso che utilizza la luce e il suono per rileggere la storia della città e dei suoi Martiri, in un’esperienza che punta contemporaneamente alla valorizzazione culturale e alla capacità di attrarre presenze anche oltre il periodo di maggiore afflusso estivo.

Immagine: Comune di Otranto
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