“Vietato morire”, a Scorrano una marcia contro il femminicidio

Scuole, istituzioni, cittadini e familiari delle vittime insieme per promuovere il rispetto e contrastare la violenza di genere. Dall’iniziativa nasceranno un videoclip e un manifesto per la campagna del 25 novembre.

Una comunità unita per ricordare le vittime di femminicidio, sostenere le loro famiglie e promuovere una cultura fondata sul rispetto. Mercoledì 28 ottobre, a Scorrano, si svolgerà la marcia “Vietato morire”, un’iniziativa che coinvolgerà studenti, cittadini, amministratori e rappresentanti delle istituzioni del Salento.

Promossa dalle associazioni Astrea e Casa di Noemi, in collaborazione con l’associazione Angelica Pirtoli, la manifestazione si avvale del supporto della Commissione provinciale Pari opportunità e del patrocinio della Provincia di Lecce e del Comune di Scorrano.

L’appuntamento rappresenterà anche l’occasione per realizzare il videoclip “Vietato morire” e il manifesto “Mettiamoci la faccia”, che saranno utilizzati nella campagna di sensibilizzazione in programma per il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.

Ad aprire il corteo saranno gli studenti degli istituti comprensivi di Scorrano, Cursi-Bagnolo e Cannole, Maglie, Muro Leccese, Soleto, Taviano e Racale, insieme ai rappresentanti dei Consigli comunali dei ragazzi e delle ragazze della provincia di Lecce.

Parteciperanno anche dirigenti scolastici, docenti, familiari delle vittime, sindaci, amministratori locali, consiglieri provinciali e componenti della Commissione provinciale Pari opportunità.

Durante la mattinata saranno realizzate riprese video e fotografie, con sessioni previste dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 10 alle 12.30. Le immagini contribuiranno alla realizzazione dei materiali destinati alla campagna di sensibilizzazione.

Il contrasto alla violenza, ha evidenziato, richiede una responsabilità collettiva e un impegno costante. La promozione del rispetto e della parità, infatti, non può limitarsi alle giornate dedicate alla sensibilizzazione, ma deve diventare parte integrante della vita quotidiana.

Un ruolo centrale spetta anche alla scuola. Valentina Presicce, presidente dell’associazione Astrea, ha ringraziato i dirigenti scolastici che hanno aderito alla marcia, evidenziando il valore educativo di queste iniziative.

La prevenzione passa anche attraverso percorsi formativi capaci di contrastare discriminazioni e comportamenti violenti fin dall’età giovanile. Per questo, la partecipazione di studenti, insegnanti e famiglie rappresenta uno degli elementi fondamentali della manifestazione.

Tra i partecipanti ci sarà anche Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, la giovanissima vittima di femminicidio. Le sue parole raccontano il dolore che continua ad accompagnarla, ma anche il valore della vicinanza ricevuta dai ragazzi che prenderanno parte al corteo.

La marcia “Vietato morire” si propone così di trasformare il ricordo delle vittime in un impegno concreto, unendo istituzioni, scuole e cittadini in un percorso condiviso contro la violenza sulle donne.

Redazione

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