L’udienza preliminare celebrata dinanzi al gup del Tribunale per i Minorenni di Lecce ha delineato il futuro giudiziario degli otto giovanissimi (di età compresa tra i 14 e i 17 anni, tra cui una ragazza) coinvolti in un brutale pestaggio. L’episodio, che aveva scosso profondamente l’opinione pubblica locale, riaccende l’attenzione su il preoccupante fenomeno della criminalità giovanile e delle baby gang nel Salento.
La violenta aggressione della «gang del bosco»
I fatti contestati risalgono alla sera del 16 aprile 2025, quando il gruppo, ribattezzato «gang del bosco», prese di mira un sedicenne di origini tunisine all’interno della stazione ferroviaria di Galatina. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il branco ha aggredito il coetaneo colpendolo ripetutamente con calci, pugni e cinghiate, mentre uno dei componenti si occupava di riprendere freddamente la violenta scena con la fotocamera del proprio smartphone.
Le accuse e le decisioni del gup
Gli indagati devono rispondere a vario titolo di stalking, lesioni, violenza privata e diffamazione aggravata, capi di imputazione su cui pesano le aggravanti dell’odio razziale e della minorata difesa. Nel corso dell’udienza, le difese hanno avanzato la richiesta di messa alla prova per sette imputati. Il gup ha invece disposto il rinvio a giudizio unicamente per il minorenne accusato della diffusione in rete del video, fissando l’inizio del processo per il prossimo 26 gennaio.
Il giorno successivo, il 27 gennaio, il giudice valuterà i programmi rieducativi presentati dagli avvocati difensori per gli altri sette giovani. Se i programmi verranno approvati, il processo sarà temporaneamente sospeso in attesa del completamento del percorso sociale e di recupero che, se si concluderà positivamente, comporterà l’estinzione definitiva dei reati e il conseguente proscioglimento.
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