Una richiesta d’aiuto disperata, una mobilitazione immediata e, fortunatamente, un salvataggio in extremis che ha evitato il peggio. Una notte di profonda angoscia si è conclusa con un lieto fine grazie al provvidenziale intervento delle forze dell’ordine. L’episodio, che riaccende i riflettori sull’importanza della prevenzione e del supporto psicologico e tempestivo nelle situazioni di crisi, si è verificato alle prime luci dell’alba nel territorio di Ugento.
L’allarme e l’avvio delle ricerche
A far scattare la macchina dei soccorsi sono stati i genitori di un giovane, i quali hanno contattato in preda alla disperazione la centrale operativa della Questura di Lecce. Il figlio della coppia aveva infatti inviato un sms alla fidanzata annunciando la chiara intenzione di compiere un gesto estremo. Immediatamente, gli agenti della Polizia di Stato in servizio alle volanti del Commissariato di Taurisano (Salvatore, Angelo, Antonio e Davide) si sono messi sulle tracce del ragazzo. Grazie al coordinamento operativo, intorno alle 5 del mattino i poliziotti sono riusciti a stabilire un contatto decisivo per localizzarlo, operando proprio con l’ausilio della fidanzata del giovane.
Il salvataggio a Torre Mozza
Le ricerche si sono concentrate sul litorale ionico e hanno dato esito positivo a Torre Mozza, marina di Ugento. Gli agenti hanno prima individuato l’automobile del ragazzo nei pressi di un corso d’acqua e, a poca distanza, hanno notato il giovane su un pontile, manifestando la volontà di lanciarsi nelle acque sottostanti. I poliziotti sono intervenuti con la massima rapidità e delicatezza, riuscendo a bloccarlo fisicamente e a metterlo definitivamente in sicurezza. Dopo essere stato tranquillizzato, il ragazzo è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.