Sentenza per l’omicidio di Claudio Giorgino: arriva la condanna a 16 anni

Il tribunale di Lecce ha emesso oggi il verdetto sull'omicidio di Claudio Giorgino, scomparso nel 1994 e ritrovato 25 anni dopo

Nella tarda mattinata del 23 maggio, la giudice Giulia Proto del tribunale di Lecce ha condannato Angelo Salvatore Vacca a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Claudio Giorgino, un ragazzo di Taviano scomparso nel 1994. Vacca, 55enne di Racale, aveva confessato il delitto durante la sua detenzione per un altro omicidio, portando gli inquirenti al ritrovamento dei resti di Giorgino in un pozzo nelle campagne di Matino.

La sentenza include anche un risarcimento immediato di 300mila euro ai familiari della vittima, costituiti parte civile con l’avvocato Biagio Palamà. La giudice Proto ha riconosciuto le attenuanti generiche, influenzate dall’atteggiamento collaborativo di Vacca e dalla scelta del rito abbreviato, che ha portato a uno sconto di un terzo della pena.

Un caso riaperto dopo 25 anni

Nel luglio del 2019, Vacca, già condannato all’ergastolo per l’omicidio di Luciano Stefanelli, confessò il delitto di Claudio Giorgino agli inquirenti, spiegando di aver agito per legittima difesa. Secondo Vacca, Giorgino, suo amico, credeva che volesse ucciderlo e durante una colluttazione finì per strangolarlo. Tuttavia, il procuratore Guglielmo Cataldi ha contestato questa versione, sostenendo che l’omicidio fu premeditato per motivi legati allo spaccio di stupefacenti. Cataldi ha descritto un delitto brutale, in cui Vacca avrebbe prima accoltellato la vittima e poi sparato con due pistole di calibro diverso.

La lunga attesa per la famiglia Giorgino

Dopo la confessione di Vacca, la Procura di Lecce affidò al medico legale Alberto Tortorella e al professore Francesco Introna dell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari l’incarico di identificare i resti ritrovati. Purtroppo, il lungo tempo trascorso dalla scomparsa rese impossibile una conferma certa tramite esami scientifici.

La famiglia Giorgino, che aveva atteso per 25 anni di conoscere la verità sul destino del proprio caro, ha finalmente ottenuto la restituzione dei resti, un atto tanto desiderato dalla madre del ragazzo, deceduta otto mesi fa.

Prossimi passi legali

L’avvocato Francesco Fasano, difensore di Vacca, ha annunciato che valuterà il ricorso in appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, previste entro novanta giorni. La difesa potrà così esaminare in dettaglio le ragioni della condanna e decidere se procedere con ulteriori azioni legali.

La sentenza di oggi rappresenta un momento significativo in un caso che ha sconvolto la comunità di Taviano e che ha visto emergere verità dolorose dopo un quarto di secolo.

Redazione

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