Il processo sulla morte di Donato Montinaro, 76enne falegname in pensione, si è concluso con tre ergastoli e una condanna a 27 anni di reclusione. La sentenza è stata emessa questa mattina dalla Corte d’Assise di Lecce nell’aula bunker del carcere di “Borgo San Nicola”.
La sentenza della Corte d’Assise di Lecce
La Corte d’Assise di Lecce, presieduta da Pietro Baffa con Elena Coppola e i giudici popolari, ha accolto pienamente le richieste della sostituta procuratrice Erika Masetti. Il massimo della pena è stato inflitto a Angela Martella, Emanuele Forte e Patrizia Piccinni, mentre una condanna più lieve è stata riservata ad Antonio Esposito, in ragione delle attenuanti generiche riconosciute per la sua collaborazione.
Angela Martella, 59 anni, originaria di Gagliano del Capo ma residente a Salve, Emanuele Forte, 40 anni, di Corsano, e Patrizia Piccinni, 49 anni, residente ad Alessano sono stati condannati all’ergastolo. Per Martella e Forte è previsto anche l’isolamento diurno per un anno, mentre per Piccinni l’isolamento sarà di 18 mesi. Antonio Esposito, 40enne di Corsano, ha ricevuto una condanna a 27 anni di reclusione grazie al riconoscimento delle attenuanti per il suo comportamento collaborativo e il sincero pentimento mostrato durante il dibattimento.
Le motivazioni della condanna
Durante la requisitoria, la sostituta procuratrice Masetti ha descritto l’aggressione come “compiuta con modalità violente, ripetute e forsennate”, sottolineando che il trattamento inflitto alla vittima suggeriva inevitabilmente l’esito mortale. Le immagini raccapriccianti mostrate in aula hanno evidenziato la brutalità dell’atto, con l’anziano abbandonato come un sacco di patate.
Risarcimento per le parti civili
Il dispositivo letto dal presidente Baffa prevede un risarcimento del danno alle parti civili, in solido per tutti gli imputati, pari a 100mila euro. La quantificazione e liquidazione del resto del risarcimento avverrà in separata sede.
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