Giuseppe Durante e Gaetano Orlando, entrambi residenti a Porto Cesareo, sono stati assolti dalle accuse di danni ambientali per la presunta spianatura e sbancamento delle dune costiere, secondo la sentenza emessa dalla giudice Bianca Maria Todaro della Seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Il giudice ha stabilito che non esistono prove sufficienti per dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la loro responsabilità nella modifica dell’ecosistema locale.
Le accuse e il contesto della vicenda
Nel 2020, Durante, amministratore unico della società “Hookipa,” e Orlando, proprietario di un’altra particella di terreno, erano stati accusati di aver alterato il cordone dunale con la rimozione della vegetazione tra il 2015 e il 2017. La giudice per le indagini preliminari, Alessandra Sermarini, aveva inizialmente disposto una condanna con ammenda di 3.500 euro ciascuno nel settembre 2022, ma la decisione è stata impugnata dai difensori degli imputati, Alessandro De Matteis per Durante e Antonio Quinto per Orlando.
Successivamente, il giudizio immediato è stato disposto nel maggio dello scorso anno, ma è stato rinviato due volte per problemi di notifica. La prima udienza si è tenuta a marzo, mentre l’ultima il 4 giugno, momento cruciale per la risoluzione del caso.
Le testimonianze chiave e l’orientamento della sentenza
Durante il dibattimento, sono emerse testimonianze decisive che hanno evidenziato come la modifica dell’assetto vegetativo e del paesaggio locale fosse attribuibile all’erosione costiera. Questo fenomeno è particolarmente rilevante nelle aree di Torre Chianca e Torre Lapillo, località note per la loro vulnerabilità agli effetti dell’erosione. La giudice Todaro ha sottolineato che i rilievi fotografici e ortofotografici presentati come prove supportavano questa tesi, dimostrando che l’alterazione dell’ambiente non era imputabile alle azioni degli accusati.
Inoltre, la giudice ha osservato che, anche se il reato paesaggistico fosse stato accertato, sarebbe già caduto in prescrizione nel periodo 2020-2021, dato che le presunte attività di sbancamento si riferivano agli anni 2015-2017. Di conseguenza, non è stata riscontrata alcuna responsabilità penale a carico di Durante e Orlando, che sono stati difesi in maniera efficace dai loro legali.
Un caso emblematico delle sfide legate alla protezione ambientale
Questo caso mette in luce le complessità legate alla tutela del territorio costiero e la difficoltà nel determinare la responsabilità individuale per fenomeni naturali come l’erosione. La sentenza rappresenta un importante precedente nella gestione delle accuse ambientali, sottolineando la necessità di prove concrete e inconfutabili per sostenere le condanne in materia di reati contro il paesaggio.
Conclusioni
La decisione della giudice Bianca Maria Todaro evidenzia l’importanza di una rigorosa verifica delle prove e della considerazione dei fenomeni naturali nella valutazione dei reati ambientali. Giuseppe Durante e Gaetano Orlando sono stati assolti perché “il fatto non sussiste,” ponendo fine a un iter giudiziario complesso.
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