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Il documentario degli studenti di Unisalento vince un premio al Prix Italia

Con il documentario “La rosa dei venti”, il corso di laurea DAMS dell’Università del Salento si è aggiudicato il premio “Best Communication Project” al “Ylab 2023”, concorso organizzato dalla Rai per la 75ma edizione del Prix Italia che vede protagonisti gli studenti sul tema della sostenibilità. Il documentario è stato realizzato dal Laboratorio di Filmmaking del corso di laurea sotto la supervisione scientifica del professor Luca Bandirali e tecnica di Emiliano Carico, in collaborazione con Lifewatch Italia e il suo Centro di Produzioni Multimediali; hanno lavorato al corto gli/le studenti Francesco BarnabaAlice Damianna MarraMartina VulpittaAngelo Passiatore, Marco ValentinoArianna ColellaAsia Maria Ingrosso, Roberta SpagnoloAlessandra VergariMattia Pio CarlucciMattia De VitisElisa Lucia VerdescaRosa Gallo e Domenico Lodedo.

Dopo la vittoria nell’edizione dello scorso anno con il “Il granchio blu”, quest’anno il DAMS UniSalento bissa dunque il successo con un documentario che racconta la comunità energetica del piccolo borgo di Roseto Valfortore, tra i monti Dauni: “La rosa dei venti” ne esplora lo sviluppo ecosostenibile e la connotazione internazionale della sua tradizione antropologica.

Il DAMS ha partecipato al concorso anche con altri tre documentari: “Connessioni” (il rapporto uomo-natura sotto un nuovo aspetto: le connessioni che ci rendono natura), “I supereroi del futuro” (sei alunni di scuola primaria esprimono la loro visione sul futuro della Terra, parlando di energia rinnovabile e salvaguardia dell’ambiente), “La foresta invisibile” (un percorso scientifico alla scoperta del fitoplancton, che produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo).

«Il Laboratorio di Filmmaking del nostro DAMS è ormai una realtà consolidata, in grado di sviluppare abilità realizzative importanti, come dimostrano i due prestigiosi riconoscimenti ottenuti in due edizioni consecutive», sottolinea il professor Luca Bandirali, «Il risultato si deve essenzialmente al clima di fiducia in cui lavoriamo quotidianamente in Ateneo, alla possibilità di ragionare su ogni nuovo progetto contando sulle competenze tecniche e organizzative di Emiliano Carico e del Dipartimento di Beni Culturali in generale; infine alla straripante energia creativa e insieme alla perseveranza delle studentesse e degli studenti del nostro DAMS».

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