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Monteroni, tentativo di estorsione in un locale: ai domiciliari per motivi di salute

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, accusato anche di atti intimidatori e porto d'arma da fuoco

polizia

Nella piccola comunità di Monteroni di Lecce, un evento tumultuoso ha portato all’arresto di Riccardo Bruno Giordano, un individuo di 37 anni noto alle forze dell’ordine per precedenti reati predatori. Tuttavia, questa volta, l’accusa riguarda una serie di reati più gravi, tra cui minaccia, estorsione e il porto ingiustificato di un’arma.

L’episodio che ha portato all’arresto di Giordano è avvenuto all’interno di un locale pubblico del paese, durante il giorno. L’uomo ha estratto una pistola da un marsupio e ha minacciato il titolare del locale, chiedendo di comunicare le sue richieste alla cognata, che si trovava anch’essa presente. Giordano ha esigito un’autovettura e la somma di 10mila euro, minacciando di sparare alla cognata, alla sua figlia e al marito se le sue richieste non fossero state soddisfatte entro il pomeriggio.

Nonostante si sia successivamente scoperto che la pistola era un modello a gas di calibro 4.5, senza tappo rosso, le vittime hanno riferito che Giordano l’aveva esibita con chiara intenzione intimidatoria.

La situazione è diventata urgente, e le vittime hanno immediatamente segnalato l’incidente ai carabinieri della stazione locale. Questi ultimi hanno ottenuto un mandato di perquisizione nell’abitazione di Giordano, dove l’uomo è stato trovato poco collaborativo, addirittura impugnando e spezzando un bastone di legno. Tuttavia, la perquisizione ha portato al rinvenimento dell’arma descritta dalle vittime, una pistola a gas Gamo, insieme al bastone spezzato.

Di conseguenza, Giordano è stato arrestato e trattenuto in carcere. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, ha fornito la sua versione dei fatti. Afferma di essere entrato nel bar, in stato di ebbrezza, per richiedere la restituzione della sua autovettura e dei soldi che sostiene di aver già versato. Secondo la sua testimonianza, aveva precedentemente lasciato l’auto in riparazione nell’officina di un parente, ma questa sarebbe scomparsa insieme ai soldi.

Riguardo all’arma, Giordano ha sostenuto di portarla sempre con sé quando esce al mattino con il suo cane e di usarla per giocare con l’animale. Nell’occasione dell’incidente, afferma di averla semplicemente poggiata su un tavolino, negando di averla estratta per scopi intimidatori.

Il giudice per le indagini preliminari, Alcide Maritati, ha convalidato l’arresto di Giordano, ma ha deciso che l’uomo dovrebbe essere posto ai domiciliari. Questa decisione è stata presa in considerazione della condizione di salute di Giordano, ritenendo che non sia compatibile con il sistema carcerario. La vicenda rimane quindi aperta, con Giordano che deve ora affrontare le conseguenze legali dei suoi atti. A riportarlo è LeccePrima.it.

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