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L’Inps non presenta documentazione adeguata: annullata richiesta di addebito per 100mila euro.

I magistrati della sezione lavoro del tribunale di Lecce hanno respinto le richieste contributive rivolte a un costruttore per i contributi previdenziali relativi al periodo dal 2010 al 2013. La decisione si basa sulla mancanza di prove da parte dell'ente riguardo alla notifica telematica degli atti

Il Tribunale di Lecce ha emesso una sentenza che ha rilevanza giuridica, annullando una richiesta di contributi arretrati da parte dell’Inps, del valore di circa 100.000 euro. La ragione di questa decisione risiede nella mancanza di prove da parte dell’ente previdenziale riguardo alla notifica degli atti tramite posta elettronica certificata (PEC), attraverso il deposito delle ricevute telematiche.

Questa sentenza risale a marzo, ma è tornata alla ribalta solo recentemente poiché l’Inps non ha presentato un appello, e quindi è considerata definitiva. La decisione ha portato all’annullamento delle richieste contributive avanzate nei confronti di un imprenditore individuale operante nel settore delle costruzioni.

Il contribuente di Lecce coinvolto in questa vicenda è stato rappresentato in tribunale dall’avvocato Matteo Sances, che ha contestato gli avvisi di addebito relativi agli anni dal 2010 al 2013 inviati dall’Inps. In particolare, l’avvocato ha sottolineato la mancata notifica via PEC degli atti che richiedevano pagamenti contributivi per un totale di circa 100.000 euro.

Durante il processo, il tribunale ha richiesto all’Inps il deposito delle ricevute telematiche in formato “eml”. Tuttavia, l’ente previdenziale non ha presentato queste prove in tribunale. Alla luce di questa omissione, il giudice ha stabilito che “per quanto attiene agli avvisi notificati dall’Inps attraverso posta elettronica certificata tra maggio 2016 e dicembre 2018, l’istituto non ha documentato l’avvenuta notificazione tramite produzione del file ‘.eml’, nonostante la richiesta di produzione di tale prova documentale avanzata dal giudice nell’udienza del 4 novembre 2022. Di conseguenza, si devono considerare prescritti i crediti contributivi relativi agli anni dal 2010 al 2013 menzionati negli avvisi di addebito.”

Su questo tema, l’avvocato Salvatore Donadei ha sottolineato che la Camera Civile Salentina aveva già promosso due anni fa una serie di studi e convegni, evidenziando sia i vantaggi delle notifiche PEC in termini di celerità ed economia per gli enti pubblici, ma anche la necessità del rigoroso rispetto delle norme al fine di garantire la conoscenza effettiva degli atti notificati ai cittadini e prevenire problemi di questo genere.

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