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Sapori natalizi del Salento: La magia delle Chinuliddhre

Tra tradizione e gusto: Scopriamo i dolci speziati che uniscono le famiglie nel periodo festivo

Nelle festività natalizie del Salento, esiste una tradizione culinaria unica: la preparazione delle chinuliddhre. Questi dolci, distinti per la loro aromaticità speziata, sono diventati un piacere irresistibile in ogni periodo dell’anno. Nonostante la loro somiglianza superficiale con i ravioli dolci, le chinuliddhre sono ben più di questo: veri e propri tesori di gusto, con un nome che può sembrare arduo ai non locali. La vera magia si manifesta al primo morso, quando la croccante pasta frolla si apre, rivelando un cuore morbido di marmellata. Un tempo, il ripieno tradizionale era la cutugnata, una di marmellata di mele cotogne, ma oggi si trovano varianti con pere o uva.

Il nome “chinuliddhre” deriva dal dialetto locale e significa “piene” o “ripiene”, un riferimento diretto al loro ricco ripieno. Durante la loro preparazione, l’aria si riempie di un aroma irresistibile di cannella, anice e agrumi, un invito ad assaporarle. Queste delizie culinarie sono particolarmente amate sia dagli adulti che dai bambini e possono essere farcite con marmellata o, per una variante più moderna, con nutella. In Salento, la versione tradizionale prevede che le chinuliddhre siano fritte, ma esiste anche una variante cotta al forno.

Il processo di creazione delle chinuliddhre è considerato un vero e proprio rito in Salento. Nelle riunioni familiari durante le festività, questi dolci sono un must a fine pasto, spesso serviti insieme ai purciddhruzzi, un altro dolce tipico della zona. La tradizione vuole che queste prelibatezze vengano regalate alle persone care, come simbolo di affetto e familiarità, una pratica antica che continua a rafforzare i legami familiari e comunitari durante le festività.

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