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Caso di aggressione al personale sanitario: Conclusione delle indagini preliminari

Due incidenti violenti in ospedali pugliesi mettono in luce la vulnerabilità dei medici in pronto soccorso

La conclusione delle indagini preliminari segna un momento cruciale in due distinti casi di violenza nei confronti del personale sanitario. Queste inchieste, evidenziano la gravità delle aggressioni avvenute nei pronto soccorso di due ospedali.

Nel primo episodio, verificatosi il 30 luglio, una dottoressa in servizio presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli è stata vittima di un’aggressione. Il presunto aggressore, un uomo di 51 anni originario di Muro Leccese, è ora imputato per reati che includono violenza, minaccia, oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni personali. Secondo le accuse, dopo essere entrato nell’area del pronto soccorso senza seguire le procedure standard, l’individuo avrebbe minacciato di morte la dottoressa, esigendo cure immediate per la sorella. Le minacce erano accompagnate da tentativi di violenza fisica, che, fortunatamente, non sono riusciti, lasciando la dottoressa in uno stato di profondo turbamento.

Il secondo caso, avvenuto il 17 settembre presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, riguarda un’aggressione a un giovane medico. L’accusato, un uomo di 41 anni di Cavallino, è ritenuto responsabile di aver colpito il medico, causandogli un trauma cranico-facciale. Le azioni dell’aggressore non si sono limitate alla violenza fisica, ma hanno incluso anche minacce di morte e insulti. Oltre alle accuse già menzionate nel primo caso, l’uomo deve rispondere anche di interruzione di pubblico servizio.

In entrambi i casi, i sospettati, rappresentati dagli avvocati Francesco De Giorgi e Vincenzo Perrone, hanno ora venti giorni per presentare memorie difensive o richiedere un’interrogazione da parte del pubblico ministero Luigi Mastroniani. Queste vicende sottolineano l’importanza di proteggere il personale sanitario, spesso esposto a situazioni di rischio nell’esercizio delle proprie funzioni.

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