Lecce Tomorrow
Accedi
Cerca
Close this search box.

Nuovi sviluppi nella controversia giudiziaria tra imprenditore delle energie rinnovabili e ex moglie

Dalla denuncia di stalking agli addebiti di appropriazione indebita: gli ultimi aggiornamenti sull'inchiesta che coinvolge un 48enne del settore energetico, la sua ex moglie, una consulente informatico e la sorella di quest'ultima

Nella complessa battaglia giudiziaria tra un imprenditore attivo nel campo delle energie rinnovabili, 48enne, e la sua ex moglie, si sono verificati nuovi colpi di scena che aggiungono ulteriori sfaccettature a un processo già complesso. La vicenda ha preso avvio con una denuncia di stalking e maltrattamenti presentata dalla donna, 46 anni, contro l’ex marito, attualmente in attesa del processo in primo grado.

Tuttavia, la situazione ha preso una svolta inaspettata quando la stessa donna è stata accusata di appropriazione indebita ai danni della sua società, per un importo vicino al milione di euro. Inizialmente indagata insieme alla sorella di 51 anni e a un consulente informatico di 44 anni, l’imprenditore è stato recentemente incluso nell’avviso di conclusione delle indagini, notificato alle parti dalla sostituta procuratrice Maria Consolata Moschettini, titolare del fascicolo.

La decisione di coinvolgere l’uomo è stata presa in seguito alle informazioni fornite dalla consorte e dettagliate nella memoria redatta dal suo avvocato, Silvio Verri. Questa documentazione include scritture private tra i coniugi, dalle quali emerge che la donna avrebbe rinunciato a prendere decisioni autonome, subordinandole all’assenso del marito. Tale dinamica è stata precedentemente confermata da decisioni del Tribunale Collegiale di Lecce in un provvedimento relativo a una causa civile.

Nel quadro dell’inchiesta, entrambi gli ex coniugi sono ora ritenuti responsabili del prelievo di 654mila euro dalle casse sociali, utilizzati per ristrutturare un immobile destinato a residenza anziché a sede aziendale. Altri importi sarebbero stati impiegati per acquisti di arredi e apparecchiature elettroniche.

Secondo l’accusa, la 46enne avrebbe sottratto ulteriori fondi dall’azienda, collaborando con la sorella e un consulente informatico. Queste azioni comprenderebbero l’assunzione fittizia della sorella e la liquidazione di provvigioni al consulente per vendite mai effettuate.

Con l’inchiesta giunta al termine, gli indagati hanno ora la possibilità di presentare memorie o richiedere interrogatori tramite i loro avvocati. L’avvocata Ilaria Totario rappresenta l’imprenditore, mentre l’avvocato Verri assiste gli altri tre coinvolti.

Per garantire la privacy in relazione alle accuse di maltrattamenti verso la 46enne, il cui processo è ancora in corso, continueremo a omettere le generalità precise delle persone coinvolte.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati