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Risparmio energetico, gli atenei pugliesi insieme per una serie di iniziative

A Unisalento il 16 febbraio un seminario sull'educazione energetica

Le Università pugliesi (Università di Bari, Università del Salento, Università di Foggia, Politecnico di Bari, Università LUM Giuseppe Degennaro) anche quest’anno si uniscono per aderire, il 16 febbraio, a M’Illumino di Meno, manifestazione promossa da Rai Radio2 con Caterpillar, in occasione della Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili istituita dalla L. 34/2022.  Nella Puglia intera, da Lecce a Bari, da Casamassima a Foggia, i cinque Atenei spegneranno in contemporanea, dalle ore 19.00 alle ore 21.00, tutte le luci di alcuni loro immobili simbolici. L’iniziativa denominata #CAPIRE (“i Cinque Atenei della Puglia Insieme per il Risparmio Energetico”) mira a far comprendere il ruolo essenziale delle Università in quanto luoghi aperti di conoscenza per la promozione, non solo nelle aule ma anche sul territorio e nella società, della consapevolezza e della cultura di un consumo responsabile e di un uso sostenibile dell’energia. Gli Atenei condivideranno collettivamente le immagini dell’evento sui propri siti istituzionali e canali social, nel segno di una comunione di intenti, testimonianze e gesti. Si tratta di un’iniziativa comune nell’ambito della RUS Puglia, la rete di coordinamento per la sostenibilità che sta nascendo tra le Università pugliesi, le quali nel loro complesso aggregano una comunità di studenti, docenti/ricercatori e personale tecnico-amministrativo di circa novantamila persone.

All’Università del Salento sono in programma due iniziative. Alle ore 9 nella Sala Conferenze del Rettorato (piazza Tancredi 7, Lecce) si svolgerà un seminario pubblico, aperto a tutti, sul concetto di “Educazione energetica”, che sarà coordinato dal Delegato del Rettore alla Sostenibilità Massimo Monteduro e dal gruppo “NISA” (Nucleo Interdisciplinare per la Sostenibilità dell’Ateneo), a cui prenderanno parte relatori da ENEA, CNR, Kyoto Club, Schneider Electric Italia e da vari istituti scolastici; in questa occasione verrà rilanciata la campagna di Ateneo “SOBENE”, con la diffusione di 50 eco-suggerimenti per la sobrietà energetica. Alle ore 19 verranno spente le luci del Rettorato, di Palazzo Codacci-Pisanelli e dell’area esterna del complesso “Sperimentale Tabacchi”; le immagini di questo momento, scattate da studenti, docenti e cittadini, verranno condivise e pubblicate sui canali social di tutti gli Atenei pugliesi.

L’Università del Salento conferma il suo forte impegno sul fronte della sostenibilità su impulso del Rettore Fabio Pollice e del gruppo di lavoro, coordinato dalla Prorettrice Maria Antonietta Aiello, che ha condotto UniSalento a dotarsi, per la prima volta, di un Piano per la Sostenibilità dell’Ateneo. All’interno di UniSalento opera il “NISA” (Nucleo Interdisciplinare per la Sostenibilità dell’Ateneo), composto da docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti, che lavora in raccordo con la “RUS” (Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile), alla quale l’Università del Salento aderisce assieme a oltre 80 Atenei italiani; presto verrà costituita ufficialmente tra i cinque Atenei pugliesi anche la “RUS Puglia”, rete regionale interuniversitaria sulla sostenibilità.

«Quest’anno, in occasione della giornata nazionale del 16 febbraio, il NISA ha ritenuto importante focalizzare l’attenzione soprattutto sul concetto di “educazione energetica”, ossia sull’importanza del “fattore umano” nei processi di transizione per la sostenibilità», spiega il professor Massimo Monteduro, Delegato del Rettore alla Sostenibilità. «Per cambiare un paradigma energetico ormai insostenibile sul piano ecologico, infatti, non basterà agire solo sul fronte “materiale” delle tecnologie, con investimenti e ricerche su tecniche più efficienti di produzione, stoccaggio, distribuzione, risparmio», aggiunge Monteduro, «tutto ciò è certamente necessario: ma non può essere trascurato il fronte “immateriale” dei comportamenti umani, individuali e collettivi, nelle organizzazioni tanto private quanto pubbliche». Il professore ribadisce la necessità di un’azione educativa, a tutti i livelli (scuole, università, aziende, istituzioni, amministrazioni, mondo del terzo settore): un’educazione intesa nel suo senso più ampio, come conoscenza (da dove attingiamo le diverse forme di energia che alimentano i nostri sistemi sociali ed economici?), consapevolezza (perché l’energia è una risorsa preziosa? come ottenerla in maniera eco-sostenibile? come usarla bene per non sprecarla?), condivisione (in che modo è possibile partecipare insieme ai processi di transizione energetica, ripartirne equamente i costi e i vantaggi, creare meccanismi di solidarietà anche per combattere forme di povertà, discriminazione ed esclusione energetica?). E infine, conclude: «Si tratta di mettere al centro le persone e le comunità, valorizzando i gesti quotidiani, agendo sui modi, gli approcci, gli stili di vita e le abitudini, in una visione fondata sul rispetto per gli altri e per la natura, per le presenti e le future generazioni, andando oltre l’egoismo individuale e la prospettiva consumistica di breve termine».

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