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“Stop al Codice della Strage”, anche a Cagliari le proteste contro le nuove norme

La manifestazione di associazioni ciclisti e ambientalisti contro provvedimenti che a loro giudizio boicottano Ztl, aree pedonali e l'utilizzo delle bici in città

ciclisti incidenti

Anche Lecce tra le città dove domenica 10 marzo si manifesta al grido di “Stop al Codice della Strage”. Manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia, organizzate dalle associazioni familiari delle vittime sulla strada e altre associazioni contro il nuovo Codice della Strada voluto dal Ministro Salvini e in discussione in Parlamento.

“Che – è il commento delle associazioni che contestano il provvedimento – riporterà indietro l’Italia di 40 anni dal punto di vista della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile e la allontanerà ancora di più dagli altri Paesi europei dove i livelli di mortalità per incidenti stradali e per inquinamento sono già inferiori a quelli italiani”.

Spiegano ancora gli organizzatori delle manifestazioni: “La riforma ha un impianto molto chiaro, debole coi forti e forte coi deboli: da una parte, meno regole, meno limitazioni, meno controlli, meno sanzioni e più libertà di circolare e andare veloci nelle città per auto, moto, camion merci, ecc.; dall’altra parte, regole più restrittive, meno spazio in strada e quindi, meno sicurezza per i veicoli più leggeri e gli utenti più vulnerabili, cioè pedoni, ciclisti, micromobilità, bambini, anziani, disabili. È perciò una riforma contro la sicurezza stradale, con limiti di velocità più alti, restrizioni all’uso di autovelox e controlli automatici in generale, nessun intervento reale sulla distrazione alla guida; una riforma contro la mobilità sostenibile, con uno stop immediato alla realizzazione di nuove ciclabili urbane e una sola multa per chi viola le aree pedonali anche più volte al giorno; una riforma contro i Comuni, con nuovi regolamenti e decreti ministeriali che decideranno se, come e dove le città possono usare leve come ZTL, telecamere, sosta regolamentata, etc.”.

Secondo le associazioni che contestano i provvedimenti, il nuovo codice della Strada rende più difficili i controlli per velocità e sosta abusiva; rende possibile l’aumento dei limiti di velocità; diminuisce le multe per i limiti di velocità e transito in ZTL e aree pedonali. Inoltre, “boicotta” Ztl e aree pedonali. E l’uso della bicicletta nelle aree pedonali: “Blocca la realizzazione di nuove piste e corsie ciclabili; restringe la possibilità del doppio senso di marcia per le bici; riduce la possibilità di realizzare le case avanzate; rende le strade ciclabili meno sicure; annulla la clausola ‘salvaciclisti’ del ‘metro e mezzo’; crea confusione con l’introduzione di nuove Zone Ciclabili; obbliga i ciclisti a casco e targa.

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