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Neetu, donna indiana sfigurata dall’acido, ospite di Unisalento

Il festival (In)Formare le coscienze. Il 18 il primo incontro

Avrà luogo il 18 marzo alle ore 9:00, presso l’edificio 6 (aula 7) di Studium 2000 a Lecce, la prima giornata del ciclo di tre seminari dal titolo “(In)Formare le Coscienze”, organizzato dal Servizio Apprendimento Permanente.

Introduce l’incontro Angela Mercuri, capo Servizio Apprendimento Permanente dell’Università del Salento. Dopo i saluti istituzionali di Carlo Salvemini, sindaco della città di Lecce, Maria Antonietta Aiello, prorettrice vicaria, Attilio Pisanò, delegato del Rettore all’Offerta formativa, Anna Maria Cherubini, delegata del Rettore alle politiche di genere, Mariano Longo, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali e Maria Cristina Solombrino, presidente Soroptimist International Club Lecce, interverranno Anna Maria Colaci, docente di Storia della Pedagogia, che affronterà il tema “Dolore e forza. Donne e violenza tra passato e presente” e Carmela Lucia Perago, docente di Diritto Processuale Civile, che parlerà de “La Convenzione di Istanbul e la lotta alla violenza sulle donne”.

Ospite d’onore dell’incontro Neetu, donna indiana sopravvissuta ad un attacco con l’acido da parte del padre e sostenitrice delle persone con disabilità in India. Dialogheranno con Neetu i professori Fabio Fabrizio, docente di Progettazione e Innovazione culturale, e Omar Gelo, docente di Psicologia Dinamica.

“Attraverso tali incontri, come quello previsto con Neetu”, precisa il professor Fabio Fabrizio, “gli studenti possono approfondire la comprensione dei meccanismi di perpetuazione della violenza, sia a livello individuale che sistemico, e acquisire strumenti per contrastarla attivamente. La discussione aperta e informativa su questi argomenti promuove la consapevolezza critica e la sensibilità verso le esperienze delle vittime, contribuendo così a costruire una cultura del rispetto e dell’uguaglianza di genere. Inoltre, l’Università ha il compito di fornire risorse e supporto agli studenti che potrebbero essere coinvolti in situazioni di violenza di genere, offrendo così un ambiente sicuro e inclusivo in cui possono esprimere le proprie preoccupazioni e ricevere assistenza adeguata. Il dialogo continuo tra gli studenti e l’Università su questo tema cruciale punta a favorire la creazione di comunità accademiche consapevoli e responsabili, capaci di promuovere un cambiamento positivo nella società”.

“L’idea di questo ciclo di seminari è nata da un gruppo di studenti durante le ore di lezione e risponde ad un bisogno formativo etico”, sottolinea Angela Mercuri. “L’intento è quello di curare una “formazione dell’anima”, una “formazione dello spirito”, come mi piacerebbe definirla. Si potrebbe valutare la possibilità di avviare, in futuro, una formazione continua orientata in questa stessa direzione, che possa offrire occasioni di confronto su aspetti culturali, ontologici, antropologici, sociologici e giuridici. Questi temi spesso si collegano a ferite aperte, come appunto quelle della violenza di genere. Neetu è una donna che è stata sfregiata a tre anni, con l’acido, dal suo stesso padre, insieme alla madre, sopravvissuta ma con gravi ferite, ed alla sorella che purtroppo è morta. Neetu, non vedente, porta con coraggio la sua testimonianza nel mondo e siamo particolarmente lieti di poterla ospitare nel nostro ateneo per ampliare e rafforzare il livello di consapevolezza su temi così delicati”.

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