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Omicidio a Taurisano: Autopsia rivela la crudele violenza dell’assassino

L'autopsia su Aneta Danelczyk svela dettagli agghiaccianti. Albano Galati, il marito, sotto accusa per un omicidio efferato.

L’esito dell’autopsia su Aneta Danelczyk, ha rivelato un quadro raccapricciante. Le indagini condotte dal medico legale Roberto Vaglio hanno messo in luce la brutalità dell’omicidio avvenuto a Taurisano, nel quale Albano Galati, è accusato di aver ucciso la moglie con ferocia inaudita.

Il pomeriggio di sabato, via Corvaglia, è stato teatro di una violenza inimmaginabile. La vittima, Aneta, conosciuta con l’appellativo di Stefy, ha subito ventinove ferite, distribuite in varie parti del corpo. La ferita fatale, tuttavia, è stata quella all’arteria del braccio destro. Il resoconto dell’autopsia suggerisce un disperato tentativo di difesa da parte della donna, attaccata prima con un taglierino e poi con un coltello da cucina dal marito.

L’aggressione, secondo le ricostruzioni, è proseguita fino a quando Aneta ha cercato rifugio nella casa di una vicina. Galati, in quell’occasione, ha ferito anche la vicina nel tentativo di difendere la moglie. Questo episodio è valutato come tentato omicidio dalla Procura, con l’avvocato Roberto Bray che assiste la vicina.

La Procura potrebbe ora riconsiderare l’accusa di omicidio volontario contro Galati, includendo l’aggravante della crudeltà, come sostenuto dalla pm Giorgia Villa. La famiglia di Aneta, compresi i suoi tre figli, assistiti dall’avvocata Francesca Conte, sono in attesa di organizzare il funerale, previsto per oggi giovedì 21 marzo.

Le indagini hanno inoltre rivelato che Galati, difeso dagli avvocati Luca Puce e Davide Micaletto, e già noto per problemi psichiatrici, potrebbe essere stato sotto l’effetto di psicofarmaci al momento del delitto. Ciò è stato ipotizzato a seguito del ritrovamento di un porta pillole con alcune compresse sulla scena del crimine.

La giudice Giulia Proto, durante l’udienza di convalida dell’arresto di Galati, ha sottolineato la mancanza di pentimento da parte dell’imputato. Inizialmente, Galati aveva confessato l’omicidio, per poi negarlo, attribuendo il suo comportamento ad amnesia e alla mancanza di ricordi relativi all’evento.

 

Femminicidio a Taurisano, il marito arrestato dice di non ricordare nulla

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