Frode da 1,1 milioni per riqualificare un hotel: tre indagati a Ugento

Sequestrati beni per oltre un milione di euro. Sotto accusa un imprenditore barese, un agente immobiliare e un commercialista del leccese

La Guardia di Finanza di Bari ha scoperto una presunta truffa ai danni dello Stato, legata all’ottenimento illecito di contributi pubblici destinati alla ristrutturazione di una struttura alberghiera a Ugento, in provincia di Lecce. Al centro dell’inchiesta ci sono alcuni soggetti finiti sotto indagine per aver ricevuto fondi pubblici in modo irregolare.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la frode sarebbe avvenuta durante i lavori di recupero di una masseria, che avrebbe dovuto essere trasformata in un hotel a quattro stelle. Il progetto prevedeva un finanziamento regionale pari al 50% dell’investimento totale. La prima parte del contributo, pari a 1.132.305 euro, sarebbe stata incassata grazie a documentazione bancaria falsificata e dichiarazioni mendaci.

L’imprenditore beneficiario del finanziamento avrebbe simulato l’esecuzione dei lavori, presentando dichiarazioni false e assegni bancari senza copertura, al fine di attestare spese in realtà mai sostenute. Inoltre, avrebbe creato in modo artificioso una voce di bilancio nel 2019, denominata “Riserva PIA Turismo”, per far sembrare di aver investito fondi propri, come richiesto dalla Regione.

Anche l’agente immobiliare, amministratore della ditta appaltatrice, è finito sotto inchiesta per aver finto il pagamento delle fatture, presentando documenti bancari contraffatti per giustificare spese mai effettuate. Il commercialista, invece, avrebbe favorito l’ottenimento di un prestito da 250mila euro, utilizzato per simulare pagamenti e produrre ulteriore documentazione fittizia, necessaria per accedere ai fondi pubblici.

Dopo aver ricevuto la prima tranche del finanziamento, il beneficiario del contributo avrebbe anche cercato di ostacolare la tracciabilità del denaro, trasferendo 500mila euro su un conto personale, impiegandoli per investimenti in fondi comuni e polizze vita, e destinando 60mila euro a un’altra società a lui riconducibile.

 

Redazione

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