Rifiuti e degrado a Lecce: MIND denuncia abbandoni e mancanza di controlli

Alberto Siculella critica la gestione della raccolta e propone cestini differenziati e riforma delle isole ecologiche

tari rifiuti

Nonostante i buoni dati ufficiali sulla raccolta differenziata, il Comune di Lecce si trova ad affrontare una realtà ben più complessa e preoccupante, caratterizzata da abbandoni di rifiuti, discariche abusive e incendi tossici. A lanciare l’allarme è Alberto Siculella, presidente dell’associazione MIND – Menti Indipendenti, che in una nota denuncia l’ipocrisia di una situazione in cui il 70% dei rifiuti conferiti viene sì differenziato, ma resta escluso tutto ciò che non viene raccolto regolarmente.

“Sulla carta Lecce è un’eccellenza, ma tutto il resto è inciviltà e abbandono”, ha dichiarato Siculella, sottolineando la presenza diffusa di comportamenti scorretti e la scarsa efficacia dei controlli. Secondo il presidente di MIND, le istituzioni locali sembrano più concentrate sul fare cassa con le multe agli automobilisti che sull’affrontare il problema reale dell’evasione fiscale legata a proprietà non dichiarate e attività come B&B e affitti irregolari.

L’associazione propone un cambiamento concreto e strutturale, a partire dalla sostituzione dei tradizionali cestini getta carte con contenitori per la raccolta differenziata, così da promuovere anche nei piccoli gesti quotidiani una maggiore consapevolezza ambientale. Inoltre, l’incrocio tra dati e utenze attive potrebbe diventare uno strumento efficace per stanare chi evade la TARI o non dichiara altre abitazioni, contribuendo così a un sistema più equo e trasparente.

Un altro punto chiave riguarda la riforma delle isole ecologiche, che secondo Siculella dovrebbero essere trasformate in vere e proprie riciclerie, capaci di incentivare il riutilizzo e il riciclo dei materiali in modo efficiente. Solo con un approccio integrato e innovativo sarà possibile ridurre i danni ambientali e recuperare una gestione più corretta del ciclo dei rifiuti.

La denuncia si allarga anche a un quadro regionale preoccupante: la Puglia continua a primeggiare nelle classifiche degli eco-reati, mentre il Salento si distingue negativamente per l’elevato tasso di abbandono dei rifiuti e il consumo eccessivo di suolo. In questo contesto, il ruolo delle mafie nel business dei rifiuti e l’assenza di un ciclo completo di smaltimento rappresentano elementi critici che aggravano ulteriormente la situazione.

“Serve un cambiamento culturale profondo, che parta dal basso”, ha concluso Siculella, invocando il rispetto del decoro urbano e l’impegno collettivo per restituire dignità all’ambiente. Un appello alla cittadinanza e alle istituzioni affinché si intraprenda finalmente un percorso serio e coraggioso per contrastare degrado e illegalità.

Redazione

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