Si è conclusa l’indagine che, ha portato allo smantellamento di due gruppi criminali nel Salento, uno dei quali considerato di stampo mafioso. Coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, sotto la guida della pm Giovanna Cannarile, l’inchiesta ha delineato un assetto strutturato e diviso tra due sodalizi, uno guidato da Francesco Urso, l’altro da Andrea Leo, attivo nei territori di Vernole, Melendugno e Lizzanello.
Dall’elenco degli imputati sono stati esclusi due nomi di spicco, Marco Antonio Penza e Santo Gagliardi, già sotto processo per reati analoghi in un altro procedimento penale. La loro posizione resta rilevante nel contesto giudiziario generale, ma non rientra formalmente in questo specifico fascicolo.
Un punto centrale delle indagini ha riguardato il tentato omicidio di Massimo Caroppo, avvenuto alcuni anni fa alla periferia di Lecce. Questo episodio, considerato uno snodo importante per comprendere le dinamiche di potere e i contrasti interni alle organizzazioni, è rimasto al centro delle accuse anche nella fase finale dell’inchiesta.
Tra i nomi ancora presenti nel fascicolo figura quello di Fabio Marzano, mentre è stato escluso Marco Franchini, considerato inizialmente un possibile complice ma poi ritenuto estraneo alle responsabilità contestate. La sua posizione è stata archiviata a seguito di ulteriori verifiche investigative che ne hanno ridimensionato il coinvolgimento.
Le due organizzazioni criminali, secondo quanto emerso, agivano in modo parallelo e coordinato, con attività che spaziavano dal traffico di droga all’intimidazione, passando per il controllo del territorio attraverso azioni violente e strutture di potere ben definite. Il blitz di gennaio, che ha portato agli arresti e al sequestro di beni, ha rappresentato un duro colpo agli assetti mafiosi locali.
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