La Corte d’Appello di Lecce ha accolto la richiesta della difesa dell’imputato concedendo una pena sostitutiva alla detenzione, grazie alla riforma Cartabia l’uomo, condannato in primo grado a 2 anni e 1 mese di reclusione per maltrattamenti aggravati e lesioni gravi, non rischia il carcere.
In sede di appello, la difesa ha proposto l’applicazione della misura alternativa dei lavori di pubblica utilità presso il Comune di residenza dell’imputato. Una proposta che, sebbene inquadrata in un contesto giuridicamente complesso, è stata accolta. L’UEPE ha infatti predisposto un piano di esecuzione alternativo compatibile con le esigenze di giustizia e con le finalità rieducative della pena.
Questo caso rappresenta uno degli effetti concreti della riforma del sistema penale italiano, promossa dall’ex ministra della giustizia Marta Cartabia.
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.