Irrompe armato in comunità per minori: denunciato padre a Lecce

L’uomo aveva minacciato le operatrici per fermare l’affidamento dei figli

tribunale

Un grave episodio di violenza si è verificato in provincia di Lecce, dove un uomo, accompagnato dalla moglie, ha fatto irruzione in una comunità protetta che ospitava i loro cinque figli minorenni. L’episodio, accaduto la sera del 28 agosto, ha suscitato paura e sconcerto tra gli operatori e i piccoli presenti nella struttura.

Secondo quanto riportato dal Nuovo Quotidiano di Puglia, l’uomo si sarebbe presentato con una pistola, rivelatasi in seguito una scacciacani, e avrebbe minacciato le educatrici, intimando loro di interrompere le procedure di affidamento avviate dal Tribunale per i Minorenni dopo recenti accertamenti. La tensione è stata altissima, tanto da rendere necessario l’intervento immediato dei carabinieri.

Le forze dell’ordine, una volta arrivate sul posto, hanno identificato la coppia e proceduto con la denuncia del padre, oltre al sequestro dell’arma. Tuttavia, nonostante il provvedimento giudiziario, l’uomo avrebbe tentato di entrare di nuovo nella comunità il giorno successivo, a distanza di sole 24 ore. In quell’occasione è stato bloccato dalle guardie giurate in servizio presso la struttura, evitando ulteriori rischi per il personale e i minori.

Il Tribunale per i Minorenni, preso atto della gravità degli episodi, ha deciso di trasferire i cinque bambini in una località protetta lontana dalla provincia di Lecce, per tutelarne la sicurezza. Intanto i carabinieri stanno conducendo ulteriori indagini per verificare il possibile coinvolgimento della coppia anche nella diffusione di volantini offensivi, diretti contro una funzionaria dei servizi sociali del Comune di residenza dei genitori.

L’intera vicenda ha sollevato forte preoccupazione sul tema della tutela dei minori e sulla necessità di garantire ambienti sicuri nelle comunità protette, spesso punto di riferimento per bambini e ragazzi in situazioni familiari delicate. Le procedure di affidamento, già complesse per natura, diventano infatti ancor più difficili quando emergono episodi di violenza o minaccia verso operatori e strutture.

Il caso di Lecce rappresenta quindi un esempio della complessità delle dinamiche sociali e giudiziarie legate alla protezione dei minori, mettendo in luce il ruolo centrale della collaborazione tra tribunali, forze dell’ordine e servizi sociali.

Redazione

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