Una vasta operazione condotta dai carabinieri ha messo fine all’egemonia del clan mafioso che per anni aveva dominato Racale e i comuni limitrofi. L’organizzazione, fondata e guidata fino alla sua morte da Angelo Salvatore Vacca, è stata smantellata con un blitz all’alba che ha coinvolto le località di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli.
Il sodalizio criminale, che aveva proseguito la propria attività anche dopo il decesso del capo storico, continuava a operare sotto la guida dei suoi familiari e fidati collaboratori. Le accuse, contestate a vario titolo, spaziano dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione di sostanze stupefacenti, fino alla detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. Tra i reati figurano anche tentata estorsione, lesioni personali aggravate e ricettazione.
L’ombra del boss Vacca continua a incombere sulla cronaca locale. La sua figura è tornata al centro dell’attenzione mediatica in seguito all’organizzazione del suo funerale, celebrato in pompa magna nell’agosto del 2024. Una carrozza nera trainata da quattro cavalli ha sfilato per le vie di Racale, con scene che ricordavano riti mafiosi di stampo tradizionale. Immagini e video condivisi sui social avevano suscitato scalpore, portando alla luce una realtà criminale ancora radicata nel territorio salentino.
Dopo il decesso del boss, i suoi eredi avevano preso il controllo delle operazioni illecite, mantenendo saldo il potere mafioso nell’area. La cerchia ristretta dei collaboratori e familiari, secondo gli investigatori, aveva continuato a gestire lo spaccio di droga, le estorsioni e la detenzione di armi seguendo un modello organizzativo consolidato.
Le indagini, durate mesi, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la struttura del clan e i rapporti tra i suoi componenti. Il blitz rappresenta un colpo decisivo alla rete criminale, che aveva radici profonde nel tessuto sociale locale. L’azione repressiva conferma l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata, soprattutto in un’area come il Salento, dove la presenza delle mafie resta ancora un’emergenza concreta.
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