nardò, disabile vittima di bullismo e aggressioni: 135 telefoni rubati in 20 anni

Una vita segnata da vessazioni e silenzi: l'episodio più grave nel 2023, quando fu colpito al volto in un bar da un ventenne ora sotto processo

Per anni, un uomo di circa quarant’anni affetto da grave disabilità è stato bersaglio di continue molestie e furti, episodi che si sono protratti sin dai tempi della scuola e che solo di recente sono giunti alla luce, in seguito a una brutale aggressione.

Il fatto risale al 13 febbraio 2023, quando l’uomo, alterato dall’alcol, ha avuto un diverbio con un cliente di un bar in via XX Settembre. Secondo quanto riportato nella denuncia, avrebbe provato a reagire a uno dei tanti dileggi subiti con un calcio, gesto subito represso da un violento pugno all’occhio da parte dell’aggressore. Il colpo ha causato la rottura del bulbo oculare, costringendo la vittima al ricovero ospedaliero e a una prognosi di un mese. L’aggressore, un ventenne del posto, è stato denunciato per lesioni personali aggravate. Attualmente è sotto processo e la vittima si è costituita parte civile.

La storia però affonda radici ben più profonde. Il padre dell’uomo, nominato tutore legale dal Tribunale civile di Lecce, ha raccontato in sede giudiziaria una situazione fatta di continue umiliazioni e sottrazioni. “Gli ho comprato 135 telefoni”, ha dichiarato, “ma gli sono stati rubati tutti. Non potevo fare 135 denunce. Mi chiamava con altri telefoni dicendo: ‘Vieni, me l’hanno rubato di nuovo’”. Questi episodi non si sono limitati alla città di Nardò, ma si sono ripetuti anche durante l’estate nelle marine limitrofe.

Il figlio, seppur limitato nella capacità di intendere le dinamiche sociali, cercava di integrarsi, vagando per le strade, tentando un dialogo con i cittadini. Mentre molti lo accoglievano con simpatia, altri lo deridevano apertamente, prendendolo in giro, spingendolo in più occasioni a bere nonostante sapesse di perdere il controllo dopo poche birre. In diversi casi è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine o del padre per riportarlo a casa.

Una vicenda che, al di là dell’aggressione più eclatante, rivela l’indifferenza di un’intera comunità di fronte alla fragilità di un uomo, lasciato troppo a lungo senza tutela né rispetto.

Redazione

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