Due episodi distinti ma ravvicinati nel tempo hanno alimentato un clima di preoccupazione e tensione nel cuore di Lecce, a pochi giorni da importanti appuntamenti elettorali. Nelle ultime ore, una svastica è stata disegnata sul selciato di piazza Italia, proprio nei pressi di Porta San Biagio, uno dei principali ingressi al centro storico cittadino. Poco dopo, è stata divelta l’insegna del comitato elettorale di Anna Grazia Maraschio, candidata alle elezioni regionali.
La scoperta del simbolo nazista è stata segnalata da Andrea Guido, assessore comunale, che ha reso pubblico l’accaduto attraverso un post su Facebook. Immediata la risposta delle autorità: la polizia scientifica della Questura di Lecce, la polizia municipale e la Monteco Spa sono intervenute per rimuovere il disegno e avviare le indagini. “Ringrazio per l’intervento tempestivo”, ha dichiarato Guido, sottolineando l’importanza del ripristino del decoro e della legalità in un luogo simbolico per la città.
Parallelamente, nella stessa giornata, Anna Grazia Maraschio ha denunciato pubblicamente il danneggiamento dell’insegna del suo comitato, installata in via Oberdan soltanto il giorno precedente. In un messaggio diffuso via social, la candidata ha commentato: “Non mi faccio fermare. È un brutto segnale. Ma non ci spaventano. Nulla cambia”. Ha quindi confermato l’appuntamento pubblico previsto per le ore 18, alla presenza di Nichi Vendola, per l’apertura ufficiale del comitato.
Gli inquirenti stanno ora cercando di chiarire la natura dei due episodi, valutando se si tratti di azioni isolate di vandalismo o se vi sia una matrice ideologica o intimidatoria più profonda. Fondamentali, in questa fase, potrebbero essere le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza installate nelle zone interessate. Il materiale sarà analizzato nelle prossime ore per individuare eventuali responsabili e comprendere meglio le dinamiche degli atti.
La vicinanza temporale e geografica dei due eventi solleva interrogativi e accende i riflettori su un clima che, in piena campagna elettorale, appare sempre più teso. Se da un lato si tratta di gesti che offendono la memoria storica e il senso civico, dall’altro mettono in discussione il rispetto della convivenza democratica e della partecipazione politica.
Le istituzioni locali e le forze dell’ordine restano in allerta, mentre la comunità leccese osserva con crescente attenzione lo sviluppo delle indagini. Nel frattempo, i simboli dell’odio vengono rimossi, ma resta il bisogno di chiarire e contrastare ogni forma di violenza e intimidazione, soprattutto in un contesto democratico come quello di una campagna elettorale.
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