La Regione Puglia ha dato il via a una misura di prevenzione fondamentale contro la diffusione del batterio Xylella fastidiosa nella regione, accelerando le operazioni di estirpazione obbligatoria dei mandorli marginali o in stato di abbandono situati entro 400 metri dalle zone infette. Questo provvedimento, che coinvolge l’Agenzia Regionale per le Attività Irrigue e Forestali (ARIF), si inserisce nel quadro delle politiche fitosanitarie destinate a limitare la propagazione del patogeno e a proteggere settori agricoli vitali per l’economia della Puglia.
L’obiettivo principale di questa misura è tutelare colture di grande valore economico, come quella della viticoltura, settore in cui la Puglia si conferma leader a livello nazionale. La regione, infatti, è responsabile di circa il 60% della produzione italiana di uva da tavola, con oltre 23.000 ettari di vigneti. Il rischio di diffusione della Xylella potrebbe compromettere la competitività di questa filiera, facendo della sua protezione una priorità assoluta.
Secondo le evidenze scientifiche, il mandorlo risulta tra le specie maggiormente vulnerabili alla Xylella fastidiosa, come confermato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che nel rapporto pubblicato il 3 febbraio 2025 ha sottolineato come le piante situate a meno di 400 metri dalle aree infette presentano un rischio elevato di infezione. Lo studio ha anche evidenziato il ruolo chiave del mandorlo nella diffusione del batterio, favorendo la trasmissione alle colture vicine, come l’olivo e la vite. In particolare, i mandorli abbandonati presenti nelle zone di Triggiano, Bari, Capurso e Noicattaro sono considerati serbatoi di infezione, e la loro rimozione è considerata una misura preventiva essenziale.
L’adozione di questa misura di estirpazione è dunque essenziale per arginare il rischio di diffusione e per procedere con la revoca delle zone di delimitazione fitosanitaria, che sono state imposte per prevenire la contaminazione di altre aree agricole. La Regione Puglia ritiene che il provvedimento contribuirà a salvaguardare la sicurezza sanitaria del territorio, creando le condizioni per una ripresa delle attività agricole in sicurezza.
Inoltre, il monitoraggio sarà fondamentale per garantire che anche i mandorleti produttivi situati entro 400 metri dalle zone infette siano vigilati costantemente, seguendo le indicazioni fornite dall’Osservatorio fitosanitario regionale. Le misure previste non riguardano solo l’estirpazione dei mandorli in stato di abbandono, ma anche il costante controllo delle aree circostanti per monitorare l’eventuale diffusione del batterio.
Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, ha commentato la decisione, affermando che “l’adozione di queste misure fitosanitarie risponde a un preciso dovere istituzionale: tutelare la salute del territorio e la competitività del nostro sistema agricolo. Intervenire con rigore e tempestività sulla rimozione dei serbatoi di infezione è un atto di responsabilità verso i produttori e, in questo caso, verso un comparto, quello dell’uva da tavola, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta e motore economico fondamentale per la Puglia.”
Con queste parole, l’assessore ha ribadito la centralità dell’agricoltura pugliese nel panorama nazionale e internazionale, con particolare riferimento alla viticoltura come uno degli asset strategici per la regione. La protezione di questa filiera è essenziale non solo per la competitività agricola, ma anche per l’occupazione e l’identità agricola del territorio.
In conclusione, l’azione messa in campo dalla Regione Puglia si configura come un passo determinante per il contrasto alla Xylella, con un impatto positivo sulla sicurezza sanitaria delle colture, ma anche sulla sostenibilità e sul futuro dell’agricoltura regionale.
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