Il centro storico di Gallipoli non vedrà nuove aperture di ristoranti, bar ed esercizi di somministrazione di alimenti e bevande per almeno altri tre anni. Il blocco, già in vigore dal 2017, è stato recentemente confermato dalla commissaria straordinaria, Eufemia Tarsia, che ha approvato il rinnovo delle misure nel Piano strategico del Commercio, con validità fino al 2028. La decisione, ratificata dal Comune, è una risposta alle difficoltà di gestione del flusso turistico e commerciale che caratterizzano il borgo antico della città, ormai saturo di attività.
Il Piano strategico, che comprende anche il Regolamento per l’esercizio delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, ha come obiettivo principale quello di tutelare l’equilibrio fra le necessità economiche e la qualità della vita dei residenti, preservando al contempo il patrimonio storico e artistico del centro storico. Secondo il regolamento, non sarà consentito l’apertura di nuovi esercizi nel perimetro dell’isola del borgo antico, né il trasferimento di locali da altre zone della città. Gli ampliamenti di superficie saranno possibili solo mediante l’accorpamento di locali già esistenti.
Le ragioni di questa decisione vanno oltre la necessità di regolamentare il commercio. La crescente saturazione del borgo antico ha portato alla formazione di un “sistema parallelo” di attività economiche che rischiano di compromettere il decoro urbano e la vivibilità del centro storico, in particolare durante i mesi estivi, quando la città è invasa dai turisti. La presenza di troppe attività commerciali, infatti, ha già determinato un aumento del traffico e dei disagi per i residenti.
Inoltre, la zona del castello di Gallipoli e delle riviere Armando Diaz, Cristoforo Colombo e Nazario Sauro è stata recentemente inserita dal Ministero dei Beni Culturali tra i beni di eccezionale valore storico o artistico, aumentando ulteriormente la necessità di tutelare l’immagine e l’identità della città. La proroga delle limitazioni all’apertura di nuovi locali risponde quindi anche alla protezione del patrimonio storico e monumentale della città, rendendo difficile per i commercianti, purtroppo, proseguire nella loro espansione.
Il blocco delle nuove licenze non vuole in alcun modo limitare la libera iniziativa economica o i diritti di concorrenza, ma si propone di equilibrare le esigenze turistiche e quelle dei residenti. Con l’arrivo dell’estate, la decisione di confermare la limitazione delle aperture si conferma fondamentale per preservare l’armonia tra la vivibilità del centro storico e l’attività commerciale, soprattutto in vista dell’arrivo di una nuova amministrazione comunale che si insedierà proprio nel cuore della stagione turistica.
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