Lecce, ammonite due minorenni per bullismo contro una coetanea

polizia

A Lecce sono stati emessi due provvedimenti di ammonimento per atti di bullismo nei confronti di due adolescenti di 14 e 13 anni, ritenute responsabili di un’aggressione ai danni di una studentessa coetanea. Il provvedimento è stato firmato dal questore Giampietro Lionetti, al termine degli accertamenti condotti dalla polizia dopo la denuncia della vittima.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane, accompagnata dai propri genitori, si era presentata all’ufficio minori della Questura di Lecce per raccontare quanto accaduto e chiedere un intervento immediato. La ragazza aveva riferito di essere stata vittima di un episodio di bullismo avvenuto mentre si trovava in compagnia di un’amica, in una zona centrale della città.

L’episodio si sarebbe verificato nei pressi del teatro Politeama, dove la studentessa sarebbe stata prima circondata da un gruppo numeroso di giovani e successivamente aggredita da due coetanee. Un racconto che ha dato il via alle verifiche delle forze dell’ordine, impegnate a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e a individuare le presunte responsabili.

Al termine delle attività investigative, la Questura ha convocato le due minorenni indicate come autrici dell’aggressione. In presenza dei rispettivi genitori, alle ragazze è stato notificato il provvedimento di ammonimento, una misura di carattere preventivo che punta a contrastare e fermare sul nascere condotte violente o persecutorie tra giovanissimi.

L’ammonimento, infatti, rappresenta uno strumento con cui l’autorità di pubblica sicurezza richiama formalmente i minori e le loro famiglie rispetto alla gravità dei comportamenti contestati. Le due adolescenti sono state informate delle possibili conseguenze in caso di reiterazione di episodi analoghi, con l’obiettivo di prevenire ulteriori atti di bullismo e responsabilizzare i soggetti coinvolti.

La vicenda mette ancora una volta in evidenza il ruolo centrale della denuncia tempestiva, soprattutto quando si tratta di episodi che coinvolgono ragazzi molto giovani. In questo caso è stata la stessa vittima, sostenuta dai genitori, a rivolgersi alla polizia per segnalare l’accaduto, consentendo così l’avvio rapido delle verifiche e l’adozione delle misure previste.

Redazione

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