Dieci detonatori per bomba a mano sono stati rinvenuti sull’arenile di San Foca, marina di Melendugno, in provincia di Lecce, nel corso di un intervento che ha richiesto l’immediata messa in sicurezza dell’area. Il ritrovamento è avvenuto nella serata di ieri davanti a un lido, dove i carabinieri sono intervenuti dopo l’attivazione della macchina dei soccorsi da parte della Capitaneria di Porto di Otranto.
Secondo quanto emerso, i dispositivi esplosivi si trovavano all’interno di un contenitore di plastica, presumibilmente trasportato fino alla riva dalle correnti marine. Si tratta di detonatori di fabbricazione slava, la cui presenza sulla spiaggia ha fatto scattare immediatamente le procedure previste per la tutela della sicurezza pubblica.
A far partire l’allarme è stata una segnalazione giunta alla Capitaneria, che ha disposto l’immediato coinvolgimento dei carabinieri. Una volta raggiunto il tratto di spiaggia interessato, i militari hanno provveduto a delimitare e interdire la zona, evitando qualsiasi rischio per bagnanti, residenti o passanti presenti nell’area.
Il ritrovamento ha reso necessario anche l’intervento del nucleo artificieri dei carabinieri, chiamato a operare in un contesto particolarmente delicato. Gli specialisti hanno effettuato il recupero dei dieci detonatori seguendo tutte le procedure di sicurezza, con l’obiettivo di trasferire i manufatti in condizioni controllate e procedere successivamente alla loro distruzione.
L’operazione si è svolta con particolare attenzione, considerata la natura dei dispositivi rinvenuti e il luogo del ritrovamento, un tratto di costa frequentato e adiacente a uno stabilimento balneare. L’area è stata interdetta per tutto il tempo necessario alle operazioni, così da garantire la completa tutela dell’incolumità pubblica ed evitare qualsiasi esposizione a potenziali pericoli.
Una volta concluso il recupero, i carabinieri e gli artificieri hanno completato le attività di verifica e bonifica dell’arenile. Al termine delle operazioni, la zona è stata dichiarata sicura, permettendo così la rimozione delle misure temporanee di interdizione predisposte durante l’intervento.
Resta da chiarire con precisione la provenienza del contenitore e il percorso che lo avrebbe portato fino alla spiaggia di San Foca. L’ipotesi al momento è che il materiale sia stato trascinato a riva dalle correnti marine, ma gli accertamenti proseguiranno per comprendere meglio le circostanze del rinvenimento e verificare l’eventuale presenza di altri materiali simili lungo il litorale.
L’episodio riporta l’attenzione sul tema dei materiali pericolosi che, occasionalmente, possono affiorare lungo le coste, soprattutto in aree esposte alle correnti e al moto ondoso. In questi casi, la tempestività della segnalazione e il rapido coordinamento tra Capitaneria di Porto, forze dell’ordine e artificieri risultano determinanti per neutralizzare il rischio.
Nel caso di San Foca, la catena di intervento si è attivata in tempi rapidi: dalla comunicazione iniziale alla messa in sicurezza dell’area, fino al recupero e alla bonifica finale. L’azione congiunta delle autorità ha consentito di gestire il ritrovamento senza conseguenze, assicurando un intervento efficace in una zona particolarmente sensibile per la presenza di un lido e per l’afflusso di persone.
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