Un’articolata indagine antimafia ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 38 persone, ritenute coinvolte in un vasto traffico internazionale di sostanze stupefacenti con epicentro nel Salento. L’operazione ha ricostruito un sistema criminale attivo tra il 2019 e il 2020, capace di collegare il territorio pugliese con alcune delle principali rotte europee del narcotraffico.
Secondo quanto emerso, la cocaina veniva importata dal Sud America e transitava attraverso hub strategici situati in Belgio e nei Paesi Bassi. In queste aree operavano fornitori e intermediari fondamentali per la gestione delle spedizioni e dei pagamenti. Una volta giunta in Europa, la droga veniva trasferita in Italia e successivamente distribuita nel Salento attraverso una rete organizzata di corrieri.
L’organizzazione si distingueva per una struttura ben definita, con compiti precisi assegnati ai vari membri. Non si limitava all’importazione della sostanza, ma curava ogni fase della filiera, dallo stoccaggio al taglio, fino alla distribuzione al dettaglio sul territorio. Questo livello di organizzazione avrebbe consentito al gruppo di gestire quantitativi significativi di stupefacenti, mantenendo continuità nelle operazioni.
Le indagini hanno permesso di individuare due nuclei principali all’interno della rete. Uno radicato nella provincia di Lecce, con funzioni operative sul territorio, e un secondo gruppo con base nei Paesi Bassi, incaricato di mantenere i rapporti con i fornitori internazionali e di gestire le transazioni economiche. Questo doppio livello organizzativo garantiva efficienza e continuità alle attività illecite.
Un elemento rilevante emerso nel corso dell’inchiesta riguarda le modalità di trasporto. Gli indagati utilizzavano veicoli modificati con vani nascosti, progettati per occultare la droga durante gli spostamenti e ridurre il rischio di controlli. Inoltre, erano state predisposte basi logistiche destinate a custodire temporaneamente lo stupefacente prima della distribuzione finale.
Accanto al traffico di droga, gli investigatori hanno documentato anche un sistema di gestione dei proventi illeciti. Parte delle attività era infatti dedicata al riciclaggio del denaro, con l’obiettivo di reinserire nel circuito legale le somme guadagnate. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati circa 350 mila euro in contanti, ritenuti collegati direttamente alle attività criminali.
L’inchiesta offre quindi un quadro dettagliato di una rete articolata e ben organizzata, caratterizzata da collegamenti internazionali e da una significativa capacità operativa. La presenza di basi logistiche, mezzi modificati e contatti esteri evidenzia un livello strutturale elevato, capace di sostenere nel tempo un traffico su larga scala.
Le autorità continuano a esaminare le posizioni degli indagati e a ricostruire ulteriori dettagli dell’organizzazione, con l’obiettivo di chiarire tutte le responsabilità e individuare eventuali ulteriori ramificazioni del sistema.
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