La Puglia produce il 51% dell’olio d’oliva italiano, ma esporta 4 volte di meno della Toscana. A ricordare il paradosso è stato Gennaro Sicolo, confermato presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. Che ha spiegato: “Questo significa che c’è un enorme possibilità di ulteriore sviluppo per l’olivicoltura, con un impegno che passa anche dal ripristino del potenziale produttivo nelle zone colpite dalla Xylella. Per bloccare definitivamente la diffusione del batterio, completare il ciclo dei reimpianti e lasciarci alle spalle 13 anni di difficoltà servono un Piano Olivicolo pienamente operativo e, in aggiunta, un commissario e un Piano Straordinario anti-Xylella che investa 2 miliardi per ricerca scientifica, prevenzione, contrasto e reimpianti”.
Oltre alla Xylella, preoccupano i continui eventi calamitosi causati dai cambiamenti climatici e aggravati dalla insufficiente manutenzione del territorio. L’operatività della CUN per il grano e delle misure di Granaio Italia, su cui la CIA ha condotto una battaglia serrata, sono un primo e importante passo, ma per il rilancio della cerealicoltura il lavoro da fare è ancora tantissimo, servono meccanismi di controllo, trasparenza e tracciabilità che tutelino e possano valorizzare il lavoro dei cerealicoltori italiani. Per i prodotti di tutte le filiere, restano fortemente squilibrati i rapporti di forza e la distribuzione della catena del valore, a tutto vantaggio della GDO. Con i tagli alla PAC e il via libera al Mercosur, l’agricoltura pugliese dovrà affrontare problemi enormi.
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