Tredici detenuti della casa circondariale di Lecce sono ormai prossimi a ottenere il brevetto di assistente bagnanti, con concrete possibilità di impiego già dalla prossima estate. Il risultato è legato al progetto “Io Salvo”, presentato in prefettura, che punta a coniugare formazione professionale e reinserimento sociale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra carcere, Asl Lecce, capitaneria di porto e operatori balneari. I partecipanti hanno seguito un percorso formativo riconosciuto a livello nazionale, reso possibile anche grazie a una deroga ministeriale. Nei prossimi giorni affronteranno le prove pratiche e l’esame finale a San Cataldo.
Il progetto risponde anche a un’esigenza concreta del territorio: la carenza di personale qualificato nel settore balneare. Alcuni imprenditori locali hanno già manifestato interesse per l’assunzione dei nuovi bagnini, mentre il Comune di Melendugno valuta l’inserimento di ulteriori unità.
Secondo il prefetto Natalino Manno, si tratta di una “best practice” che dimostra come il lavoro possa rappresentare una reale occasione di riscatto. Sulla stessa linea la direttrice del carcere, Maria Teresa Susca, che evidenzia come acquisire competenze professionali riduca il rischio di recidiva.
Supportato anche dall’Asl Lecce e da altri enti istituzionali, il progetto potrebbe essere replicato in altri settori con carenza di manodopera. “Io Salvo” si conferma così un modello efficace di integrazione tra esigenze del mercato e inclusione sociale.
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