Prosegue senza sosta l’azione di controllo e prevenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, impegnati a garantire sicurezza e legalità in tutto il territorio salentino. Gli interventi, mirati a contrastare diverse forme di criminalità, hanno portato a numerosi arresti e provvedimenti cautelari nelle ultime 24 ore.
L’intervento ad Alezio
La serata di martedì 14 aprile ha visto l’arresto di un uomo di 40 anni a Alezio, già sottoposto agli arresti domiciliari per atti persecutori nei confronti della sua ex convivente, con un divieto di avvicinamento alla donna. Il provvedimento è scaturito dalla denuncia della vittima, che ha raccontato di aver subito nuove condotte moleste e minatorie da parte dell’uomo, tra cui pedinamenti, messaggi intimidatori e chiamate minacciose. Questi comportamenti hanno generato nella donna un forte timore per la propria incolumità, giustificando l’aggravamento della situazione.
Arresto a Squinzano
Nella stessa serata, i Carabinieri di Lecce hanno disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo di Squinzano, già agli arresti domiciliari per il reato di associazione di tipo mafioso. L’inasprimento della pena è stato determinato dalle reiterate violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria. Il controllo dei militari ha infatti portato alla scoperta di una sua violazione nelle scorse settimane, quando fu sorpreso nel capoluogo salentino senza giustificazione.
Intervento a Copertino
Il giorno precedente, a Copertino, è stato eseguito un ordine di carcerazione per cumulo pene, che ha portato all’arresto di un uomo di 63 anni. L’individuo era stato condannato a una pena complessiva di 2 anni e 8 mesi di reclusione per reati commessi tra il 2016 e il 2018. Tra i crimini imputati ci sono violazioni alle normative sulle aree marine protette, relative alla pesca illegale, e un furto aggravato in abitazione.
Arresto a Tricase
Nel pomeriggio di ieri, a Tricase, i Carabinieri, coadiuvati dal Nucleo Radiomobile, hanno eseguito un’ulteriore ordinanza di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo classe ‘87, già sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A seguito di indagini, è emerso che l’uomo violava ripetutamente le prescrizioni, intrattenendo contatti con soggetti estranei al proprio nucleo familiare, alcuni dei quali noti alle forze dell’ordine. L’uomo, già condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per reati legati agli stupefacenti, è stato trasferito in carcere.
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