Nel porto di Otranto è emerso un sistema diffuso di irregolarità nell’assegnazione degli ormeggi per la nautica da diporto. L’indagine della Guardia di Finanza ha portato alla luce numerosi casi di dichiarazioni false, utilizzate per ottenere vantaggi nelle graduatorie pubbliche.
L’attività investigativa, coordinata dal Reparto Aeronavale di Bari, ha riguardato oltre 250 domande presentate per l’assegnazione dei posti barca. Più di 50 posizioni sono risultate irregolari, con richiedenti che avevano indicato residenze fittizie o sedi operative inesistenti nel Comune, così da beneficiare dei punteggi riservati a residenti e imprese locali.
Controlli mirati hanno interessato anche le richieste di agevolazioni per persone con disabilità. In alcuni casi, le certificazioni presentate non rispettavano i requisiti previsti dal bando, consentendo comunque l’accesso a punteggi aggiuntivi.
Le verifiche hanno avuto effetti anche sul piano fiscale. L’accertamento delle false residenze ha comportato la perdita dei benefici legati alla prima casa, permettendo al Comune di recuperare circa 80 mila euro di imposte non versate, destinati ad aumentare con sanzioni e interessi.
Sul fronte penale, i soggetti coinvolti sono stati segnalati alla Procura di Lecce per ipotesi di falsità ideologica e, in alcuni casi, truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. L’operazione conferma il ruolo centrale dei controlli nella tutela delle risorse pubbliche e della legalità, soprattutto in contesti ad alta domanda come quello portuale.
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