Un commando organizzato, un Kalashnikov puntato tra le auto in coda e una raffica esplosa davanti a due bambini. Emergono particolari sempre più inquietanti dall’inchiesta “Core”, culminata con trenta arresti eseguiti dai carabinieri di Lecce. Al centro delle indagini c’è il tentato omicidio di Roberto Napoletano, avvenuto il 28 dicembre 2022 presso il distributore IP di via Lecce, a Squinzano.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, erano circa le 19.10 quando Napoletano, in compagnia della convivente e dei figli, si fermò per fare rifornimento. In quel momento una Fiat 500 bianca entrò improvvisamente nell’area di servizio. Dal finestrino posteriore, un uomo armato di Kalashnikov avrebbe aperto il fuoco gridando “Ouhei infame”.
La vittima riuscì a salvarsi riparandosi dietro la colonnina del self-service, mentre la presenza di un’altra auto impedì ai sicari di avvicinarsi ulteriormente. Napoletano rimase ferito a un piede, ma per gli inquirenti l’obiettivo era chiaramente quello di uccidere.
Le indagini, supportate da telecamere, gps e intercettazioni, hanno portato all’identificazione del presunto gruppo di fuoco. Francesco Morelli sarebbe stato lo sparatore, mentre Antonio Perrone, detto “Barabbino”, avrebbe guidato l’auto. A fare da supporto ci sarebbero stati Gianmarco Maci e Mattia Pennetta su una seconda vettura.
Determinanti anche alcune intercettazioni ambientali, nelle quali gli indagati si sarebbero vantati dell’agguato compiuto davanti alla famiglia della vittima. Per tutti il gip ha contestato il tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso e dall’agevolazione del clan guidato all’epoca da Luigi Guadadiello, ucciso nel giugno 2023.
Secondo gli investigatori, il movente sarebbe legato sia agli equilibri criminali nel traffico di droga del Nord Salento sia a un litigio avvenuto pochi giorni prima, durante il quale Napoletano avrebbe schiaffeggiato Morelli. Un affronto che avrebbe spinto il gruppo ad alzare il livello dello scontro.
A chiudere il cerchio è stata la consulenza balistica del Ris di Roma: i bossoli trovati sul luogo dell’agguato sarebbero compatibili con il Kalashnikov sequestrato a Morelli nel luglio 2023. Durante quell’operazione furono trovati anche armi clandestine, munizioni e hashish.
Dalle intercettazioni raccolte all’ospedale Vito Fazzi di Lecce è emerso inoltre che Napoletano avrebbe avuto con sé una pistola nascosta nell’auto durante l’agguato, poi fatta sparire prima dell’arrivo dei carabinieri. Per questo motivo lui e la moglie risultano indagati per detenzione e porto illegale di arma da sparo.
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