Morte di Mattia Ottaviano, le indagini che hanno portato alle contestazioni a cinque persone

Il 36enne collaudatore di Tuglie perse la vita in un incidente sul circuito del Nardò Technical Center nel 2024

Ci sono cinque indagati per la morte di Mattia Ottaviano, il collaudatore che ha perso la vita il 21 febbraio del 2024 sul circuito del Nardò Technical Center. La Procura di Lecce ha concluso le indagini, contestando le responsabilità per quell’incidente, a cinque persone, insieme alla società che gestisce il circuito.

Per il sostituto procuratore Alessandro Prontera, la morte del 36 collaudatore di Tuglie è stata determinata da una serie di carenze organizzative, che sarebbero imputabili, appunto, a cinque persone. In particolare, l’assenza di un’organizzazione tale da prevedere la separazione dei test tra moto e auto, in modo da evitare l’impatto che è risultato fatale per il 36enne. Una ricostruzione fatta dalla Procura di Lecce sulla base delle consulenze tecniche che hanno portato alla ricostruzione dell’incidente.

Chiesto quindi il processo per il presidente del consiglio di amministrazione del Nardò Technical Center Srl, il consigliere delegato della società, i due responsabili del servizio di prevenzione e protezione e il collaudatore che guidava la Porsche Panamera coinvolta nello scontro con la Ducati Panigale che quel giorno Mattia Ottaviano stava provando. Un impatto che non ha dato scampo al 36enne.

Redazione

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