La magistratura ha riaperto l’inchiesta sulla morte di Carmela Crispino, imprenditrice leccese di 58 anni residente da tempo in Australia e deceduta l’8 settembre 2024 dopo una serie di ricoveri e in attesa di un intervento cardiaco.
Nel procedimento risulta indagato un medico del pronto soccorso dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, accusato di presunte responsabilità colpose in ambito sanitario. L’indagine dovrà accertare se vi siano state omissioni o errori nella gestione clinica della paziente.
La donna si trovava nel Salento per una vacanza quando, il 28 agosto 2024, si presentò al pronto soccorso lamentando un forte affanno respiratorio. Gli esami evidenziarono un versamento pericardico, una broncopatia interstiziale e diversi parametri alterati. Nonostante il quadro clinico, sarebbe stata dimessa con una terapia domiciliare senza ricovero.
Le sue condizioni peggiorarono nei giorni successivi e il 2 settembre venne ricoverata nel reparto di Cardiologia. Il successivo aggravamento rese necessario il trasferimento in terapia intensiva coronarica. I medici programmarono quindi un cateterismo cardiaco per il 7 settembre, ma l’intervento fu rinviato di 48 ore per consentire la gestione di due emergenze considerate prioritarie.
L’8 settembre Carmela Crispino morì prima di poter essere sottoposta all’operazione.
In un primo momento la Procura aveva chiesto l’archiviazione del caso. La famiglia della 58enne, attraverso i propri legali, si è però opposta ottenendo dal giudice la riapertura delle indagini.
Nei prossimi giorni, tramite incidente probatorio, sarà affidata una consulenza a un collegio di specialisti incaricato di verificare se eventuali negligenze o ritardi nelle cure abbiano avuto un ruolo nel decesso. L’esito degli accertamenti sarà decisivo per chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione gli eventi che hanno portato alla morte dell’imprenditrice.
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