Si interrompe temporaneamente l’iter per l’affidamento a lungo termine dei servizi culturali e turistici legati al Castello Angioino di Gallipoli. La decisione dell’amministrazione comunale blocca momentaneamente la valutazione delle tre proposte d’appalto giunte entro la scadenza ufficiale dello scorso 27 marzo, posticipando l’esito della selezione pubblica gestita dal comparto Patrimonio dell’ente.
I plichi presentati in Comune portano la firma di tre raggruppamenti di imprese che avevano manifestato l’interesse a governare le attività interne alla storica fortezza salentina:
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La compagine guidata da Fluids srls (insieme a Cooperativa Teuhtra ed Emys Ets);
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La società MostreLab;
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L’operatore Orione Srl (in RTI con Yep srl e Sch Group Srl).
Il blocco della procedura è stato formalizzato tramite una determina del responsabile del procedimento, Eugenio Hofbauer. L’atto recepisce l’atto di indirizzo politico firmato il 3 giugno dal neoeletto sindaco Flavio Fasano. Il primo cittadino ha ritenuto fondamentale congelare la gara affinché la nuova giunta – non ancora ufficialmente insediata – possa analizzare i progetti alla luce delle proprie linee programmatiche di governo, dove il rilancio del Castello occupa una posizione di rilievo.
La sospensione, oltre a essere limitata al tempo strettamente necessario per i passaggi politici a Palazzo Balsamo, servirà anche agli uffici tecnici per effettuare i dovuti controlli di rito sulla trasparenza ed escludere potenziali conflitti di interesse tra i partecipanti. Dal punto di vista legale, l’operazione rientra nella piena facoltà di autotutela dell’ente pubblico, che può rivedere o revocare i propri provvedimenti amministrativi per motivate ragioni di opportunità e utilità sociale.
Il bando di gara oggetto dello stallo temporaneo presenta un quadro finanziario di rilievo, basato su un piano economico ben definito:
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Durata del contratto: 15 anni di gestione complessiva.
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Valore stimato dell’appalto: Un giro d’affari complessivo pari a 4 milioni e 230 mila euro.
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Spese per il personale: Costo del lavoro annuo stimato in 145 mila euro (oltre IVA).
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Canone di concessione: Base d’asta fissata a 30 mila euro annuali (più IVA se applicabile), su cui i concorrenti devono formulare un’offerta economica al rialzo.
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