Tre giorni di confronto interdisciplinare sulle grandi questioni del presente – dall’intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici, dalle emergenze umanitarie alle prospettive decoloniali – hanno chiuso al MUST di Lecce il workshop “Cambiamenti del presente e visioni prospettiche per il futuro”, evento conclusivo del progetto SAFI3, dedicato a un’Alta Formazione innovativa, internazionale e interdisciplinare. L’iniziativa, promossa dalla Scuola Superiore ISUFI dell’Università del Salento nell’ambito del PNRR, ha offerto alle allieve e agli allievi un’occasione di formazione avanzata a contatto con studiose e studiosi di rilievo nazionale e internazionale.
L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali del prorettore vicario Salvatore Rizzello, della direttrice ISUFI Rosaria Rinaldi e della responsabile scientifica di SAFI3 Francesca Imperiale, con un intervento della rettrice Maria Antonietta Aiello sul ruolo della ricerca e dell’alta formazione nell’affrontare la complessità del presente. Nel corso della prima giornata si sono alternati una tavola rotonda su “Intelligenza Artificiale, Società Digitali ed European Chips Act”, presieduta da Gianpasquale Preite con gli interventi di Alberto Cazzaniga, Alessandro Bramanti e della stessa Rinaldi, e una sessione dedicata al rapporto tra leggi della fisica, ecosistemi e dinamiche globali, con le lezioni di Ferdinando Boero (“L’oceano fa funzionare il mondo”) e di Giampaolo Cò (“E=mc², la formula più famosa della fisica”). La giornata si è chiusa con una riflessione su “Bios: la vita come fenomeno naturale al confine tra olismo e riduzionismo”, coordinata da Marco Mazzeo e Tiziano Verri.
La seconda giornata ha spostato il focus sulle sfide ambientali e climatiche, con una sessione coordinata da Donatella Porrini e gli interventi di Antonio Navarra, presidente della Fondazione CMCC, e di Piero Lionello sul rapporto tra ricerca, tecnologie emergenti e crisi climatica. Nel pomeriggio, il racconto dal campo dell’operatore umanitario Gennaro Giudetti, introdotto da Fabio Ciracì e in dialogo con Anna Rita Gabellone, ha aperto uno spazio di riflessione su emergenza, vulnerabilità e responsabilità della cura, culminato in una mostra fotografica dedicata ai bambini palestinesi. Nella stessa giornata è stato presentato il volume di Daniele Malfitana “Ricerca, patrimonio, responsabilità pubblica. Un decennio di idee e proposte per una politica della ricerca sui beni culturali”, introdotto da Rizzello.
La terza giornata ha guardato alle prospettive decoloniali e alle trasformazioni sociali contemporanee, con una sessione coordinata da Rosa Parisi che ha visto l’intervento di Farnaz Farahi sulla realtà sociale iraniana e sul tema della condizione femminile, seguito da un dialogo con Anna Paola Paiano sulla decolonialità come chiave per rileggere criticamente il presente. In chiusura, la sessione poster ha dato spazio alle ricerche originali delle allieve e degli allievi ISUFI sui temi delle trasformazioni contemporanee, con premiazione finale alla presenza della direttrice Rinaldi.
Intorno al workshop, il progetto SAFI3 ha messo in campo anche iniziative parallele che ne hanno ampliato l’impatto scientifico e formativo: tra queste, il seminario “Infrastrutture e società. Prospettive transdisciplinari del rischio”, organizzato nell’ambito del Corso di perfezionamento in Crisis and Disaster Risk Management diretto da Gianpasquale Preite, e il workshop conclusivo del Master di I livello ARMS4VALUEinSMEs, dedicato a trasformazione digitale, sostenibilità e gestione della complessità nelle PMI. «Questo workshop – sottolinea la direttrice ISUFI, Rosaria Rinaldi – rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha confermato la nostra convinzione: la complessità del presente non si affronta con un solo sguardo disciplinare, ma tenendo insieme competenze e prospettive diverse». Per Francesca Imperiale, «SAFI3 ha puntato a costruire un ecosistema di ricerca e innovazione che vada oltre i confini temporali del progetto: reti, laboratori e percorsi avviati sono oggi patrimonio stabile dell’Ateneo e rappresentano una delle espressioni più concrete della terza missione universitaria».
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