La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di L.R., 65enne di Spongano, riconosciuto responsabile di violenza sessuale ai danni di una paziente. I giudici di secondo grado hanno confermato la pena di due anni di reclusione già inflitta in primo grado.
I fatti risalgono al 4 gennaio 2020 e si sarebbero verificati all’interno dell’ospedale “Veris delli Ponti” di Scorrano, dove la donna, allora trentenne, si era recata per sottoporsi a una radiografia al torace e alle spalle.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, il tecnico avrebbe approfittato dell’esame per compiere atti non giustificati da esigenze mediche, toccando il seno della paziente mentre era posizionata davanti al macchinario. In seguito, con il pretesto di verificare un dolore alla spalla, si sarebbe avvicinato e l’avrebbe baciata sulle labbra contro la sua volontà.
La donna denunciò l’accaduto poche ore dopo ai carabinieri, dando il via alle indagini coordinate dal pubblico ministero Giorgia Villa. Il procedimento giudiziario si è poi concluso in primo grado con la condanna dell’imputato, successivamente confermata anche in appello.
Nel processo si erano costituite parte civile sia la presunta vittima, assistita dall’avvocato Giuseppe Nisi, sia la Asl. La donna, già risarcita dopo la sentenza di primo grado, non ha preso parte al giudizio di secondo grado.
Con la conferma della condanna, resta ora aperta la possibilità di un ricorso in Cassazione. La difesa attenderà infatti il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro novanta giorni, prima di decidere le prossime mosse.
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