I carabinieri forestali di Lecce hanno arrestato in flagranza di reato due uomini ritenuti responsabili dell’innesco di un incendio boschivo nelle campagne a nord-est del capoluogo salentino. Si tratta di un 62enne, originario dell’Albania e residente a Lecce, e di un 57enne leccese, già noto alle forze dell’ordine.
I due sono stati sorpresi dai militari mentre percorrevano una strada provinciale nelle campagne nei pressi della borgata di Frigole, a bordo di un autocarro aziendale dal quale avrebbero lanciato una miccia di carta accesa verso alcuni cumuli di rifiuti presenti lungo il margine stradale. Le fiamme, favorite dalla presenza di vento, si sono propagate rapidamente alla vegetazione circostante, interessando terreni incolti e un’area di macchia mediterranea per una superficie di circa 2.500 metri quadrati.
L’intervento tempestivo dei carabinieri e delle squadre antincendio ha consentito di circoscrivere il rogo nelle sue fasi iniziali, evitando che l’incendio assumesse proporzioni più gravi e potesse minacciare aree più ampie del litorale. Un episodio che si inserisce in un contesto in cui il territorio salentino è sempre più esposto agli effetti combinati di siccità, degrado dei suoli e rischio incendi, con conseguenze rilevanti per l’ambiente e per le attività agricole.
Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati arrestati in flagranza differita e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari con l’ipotesi di reato di incendio boschivo doloso. «Il Comune di Lecce – evidenziano i militari in una nota – è tra quelli che registra il maggior numero di incendi di vegetazione dell’intera provincia. In particolare, l’area compresa tra Frigole, Torre Chianca e San Cataldo, caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea, terreni incolti e aree a pascolo, risulta storicamente esposta a incendi che, nelle giornate caratterizzate da vento sostenuto, possono propagarsi con estrema rapidità».
Per questo motivo i carabinieri forestali hanno predisposto «un rafforzamento dei servizi di controllo e monitoraggio del territorio attraverso pattugliamenti, impiego di droni e il supporto dei mezzi aerei», con l’obiettivo di prevenire nuovi roghi e individuare tempestivamente i responsabili di condotte che mettono a rischio l’ambiente e la sicurezza delle comunità locali.
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