Cellino San Marco, arrestato 33enne per bomba carta: indagini e accuse

Accusato di aver piazzato un ordigno artigianale davanti all’abitazione di un imprenditore: l’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare dopo mesi di indagini dei carabinieri

Detenzione e porto illegale di esplosivi per la pubblica intimidazione con uso di armi: con queste accuse è stato arrestato il trentatreenne Omar Carrieri, di Cellino San Marco, di fatto domiciliato a Surbo (Lecce).

È questo il quadro accusatorio che ha portato all’arresto di Omar Carrieri, 33 anni, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Brindisi su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi.

L’episodio al centro dell’inchiesta risale al 13 dicembre scorso, quando un ordigno artigianale, descritto come una cosiddetta “bomba carta”, esplose nei pressi del muro di cinta dell’abitazione di un imprenditore edile a Cellino San Marco, in località Albrizzi.

A distanza di circa sei mesi, i militari dell’Arma dei Carabinieri, in particolare della compagnia di Brindisi e della stazione di Cellino San Marco, hanno eseguito il provvedimento cautelare, ritenendo l’indagato l’esecutore materiale dell’azione.

Le indagini, coordinate dalla Procura e supportate da diverse testimonianze inizialmente reticenti ma successivamente decisive, hanno ricostruito il contesto dell’esplosione e il presunto coinvolgimento del 33enne, già sottoposto in precedenza ad altre misure cautelari.

Subito dopo l’esplosione, Carrieri si sarebbe gravemente ferito a un arto, venendo trasportato da un presunto complice al punto di primo intervento di San Pietro Vernotico e successivamente all’ospedale Perrino di Brindisi, dove le lesioni hanno portato all’amputazione della mano destra.

Nel procedimento è coinvolta anche la difesa dell’indagato, affidata all’avvocata Rosalba Gatto, mentre l’interrogatorio di garanzia si è svolto davanti alla gip Gianna Martino, durante il quale l’uomo ha scelto di non rispondere alle domande.

La giudice ha successivamente accolto la richiesta di attenuazione della misura cautelare, disponendo gli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico.

Redazione

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