Dal 3 luglio al 15 novembre 2026 l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano del Museo Nazionale Romano ospita “AEGYPTUS – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana”, un progetto promosso dal Ministero della Cultura che racconta un capitolo ancora poco noto della storia antica: la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C.
Un deserto romano tra ricerca e nuove tecnologie
L’iniziativa si colloca nell’ambito delle linee strategiche promosse dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, finalizzate a coniugare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio culturale. Una visione che individua nella cultura uno strumento di dialogo e conoscenza condivisa, in grado di rafforzare i rapporti tra i popoli, valorizzare un patrimonio storico comune e favorire nuove opportunità di cooperazione internazionale, soprattutto nel Mediterraneo e in Africa.
Grazie al contributo degli archeologi e delle archeologhe impegnati negli scavi greco-romani in Egitto, realizzati con il sostegno del Ministero delle Antichità Egiziano, AEGYPTUS si configura come una grande installazione immersiva e crossmediale che trasforma la visita in un’esperienza sensoriale e narrativa. Videoarte, ricostruzioni digitali, immagini degli scavi archeologici, animazioni e intelligenza artificiale accompagnano il pubblico alla scoperta del paesaggio delle oasi e del “deserto romano”, rendendo accessibile e coinvolgente il racconto della ricerca archeologica contemporanea.
Reperti, immagini e intelligenza artificiale
L’allestimento prevede un percorso che si apre con l’esposizione di significativi reperti archeologici provenienti sia dalle collezioni del Museo Nazionale Romano, che ne ha curato l’individuazione e la selezione, sia dalle attività di recupero e indagine condotte dal Comando dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, protagonista del Museo dell’Arte salvata ospitato all’interno dell’Aula Ottagona. Il dialogo tra i reperti e i contenuti audiovisivi e digitali genera un originale intreccio tra storia e innovazione, offrendo una nuova chiave di lettura dell’Egitto romano.
Al centro della narrazione emergono le oasi, luoghi di incontro e scambio tra culture, commerci, religioni e popoli diversi, in un territorio strategico che per secoli ha rappresentato un ponte tra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente. Più che una mostra tradizionale, AEGYPTUS è un vero e proprio evento che invita a riflettere sul valore della ricerca archeologica e sulla capacità del patrimonio culturale di raccontare storie ancora poco conosciute dal grande pubblico anche attraverso diverse forme d’arte e nuove tecnologie, in linea con il crescente uso di strumenti digitali e di intelligenza artificiale nei percorsi espositivi e divulgativi.
Il deserto come spazio di connessione
In questa prospettiva, il deserto non appare come una periferia dell’Impero, ma come uno spazio vitale di connessione, scambio e contaminazione culturale, dove si intrecciano esperienze, identità e civiltà diverse. Un mondo magico dove gli insediamenti romani appaiono come un miraggio nel cuore del deserto, tra carovane, rotte commerciali e comunità che popolavano le oasi.
La mostra sarà accompagnata da un Public Program di incontri e approfondimenti con archeologi e studiosi italiani e internazionali, ideato per avvicinare il pubblico ai temi della ricerca, della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Gli appuntamenti si svolgeranno nella prima settimana di apertura della mostra, dalle ore 21.00 alle 23.00, nello spazio antistante la sede espositiva.
Curatori, università e partner del progetto
Ad accompagnare il progetto sarà inoltre un catalogo scientifico, curato dal Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università di Roma Tor Vergata. Il progetto, ideato da Elisabetta Bruscolini, è curato da Alfonsina Russo, Elisabetta Bruscolini, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro, nell’ambito delle attività di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo.
L’iniziativa coinvolge studiosi e archeologi di importanti università e istituzioni italiane e internazionali, tra cui Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università del Salento, Università Federico II di Napoli, Università degli Studi di Padova e University of Leicester.
Alla realizzazione del progetto hanno contribuito: Studio Convertino per l’opera di videoarte e il progetto grafico; Riccardo Boccuzzi per la realizzazione del filmato con AI; Studio VPS architetti per il progetto allestitivo; Mappe di Mondi per l’organizzazione. Il progetto illuminotecnico della mostra è stato realizzato con la sponsorizzazione tecnica di IGuzzini Illuminazione S.p.A..
Seguici su
Aggiungi leccetomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.