Entrano nel vivo le operazioni per il recupero del prezioso carico archeologico custodito nei fondali al largo di Gallipoli. Comune e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto hanno definito un piano condiviso per riportare in superficie circa 200 anfore romane, rinvenute all’interno del relitto di una nave mercantile affondata nel Mar Ionio.
La svolta è arrivata con il via libera della Soprintendenza alla proposta avanzata dal sindaco Flavio Fasano, che ha messo a disposizione un’area comunale destinata alle operazioni di desalinizzazione e conservazione dei reperti. Si tratta di una fase fondamentale, poiché le anfore, dopo secoli trascorsi sott’acqua, devono essere sottoposte a specifici trattamenti per evitare che il contatto con l’aria ne comprometta la conservazione.
Il relitto, scoperto nel giugno 2025 e reso noto nei mesi successivi, appartiene a una grande nave mercantile di epoca romana, impegnata lungo le rotte commerciali del Mediterraneo. Il carico era composto da numerose anfore utilizzate per il trasporto di derrate alimentari, una testimonianza significativa degli scambi commerciali dell’epoca.
L’intervento è considerato uno dei più importanti progetti di archeologia subacquea avviati negli ultimi anni in Puglia e consentirà di approfondire la conoscenza della navigazione e dei commerci in età romana.
L’amministrazione comunale ha confermato il proprio sostegno alle attività di recupero e restauro, evidenziando l’importanza di valorizzare un patrimonio che appartiene all’intera collettività. Una volta restaurate, le anfore potranno arricchire il patrimonio culturale del territorio e rafforzare il ruolo di Gallipoli come punto di riferimento per l’archeologia subacquea nel Mediterraneo.
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