La polizia sventa la truffa del finto carabiniere, con la telefonata, da parte di un presunto appartenente all’Arma, che informa di un guaio giudiziario per un parente, chiedendo denaro per evitargli il carcere.
L’ultimo tentativo di raggiro ha portato all’arresto, da parte degli agenti della squadra mobile di Lecce, di due brindisini, di 52 e 34 anni. La vittima era un’anziana residente a Lecce, che aveva ricevuto una telefonata di un sedicente maresciallo dei carabinieri. Per aiutare il parente e “salvarlo” dal carcere era pronta a consegnare ad un “incaricato dal giudice” il denaro contante ed i gioielli che aveva in casa.
La donna aveva però anche avvertito i rappresentanti delle forze dell’ordine. Gli agenti si erano appostati nell’abitazione ed hanno fermato il truffatore. Lo stesso hanno fatto i poliziotti appostati fuori dall’abitazione, che hanno intercettato il complice che attendeva in auto. Dove, oltre a gioielli, è stata trovata anche cocaina.
Nei loro confronti, oltre al processo, anche il provvedimento del questore con il divieto di tornare a Lecce per i prossimi quattro anni.
I consigli della polizia di Stato
La Questura rinnova i consigli per difendersi da questo tipo di truffe. Ricordando che nessun ente pubblico, ufficiale giudiziario o rappresentante delle forze dell’ordine chiederà mai oro, gioielli o denaro contante a domicilio: chiunque si presenti con questa richiesta è un truffatore.
Un campanello d’allarme può essere dato dalle linee telefoniche bloccate. Mai contattare i numeri forniti da chi sta chiamando, ma piuttosto direttamente il parente o le forze dell’ordine (112).
Evitare di far entrare estranei in casa e, in caso di dubbio, contattare le forze dell’ordine.
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